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Ucraina, Zelensky annuncia arrivo missili Patriot Usa. Mosca attacca Trump
Il presidente ucraino conferma l’arrivo di un nuovo pacchetto di intercettori americani e lavora alle licenze per produrre il sistema in patria. Il Cremlino critica la strategia di Washington e parla di escalation
Ucraina, Zelensky annuncia l’arrivo di nuovi missili Patriot dagli Stati Uniti dopo l’intesa raggiunta con Donald Trump al vertice Nato di Ankara. Il presidente ucraino ha spiegato che Kiev riceverà nei prossimi giorni un pacchetto di intercettori americani e che sono stati raggiunti accordi separati anche con alcuni Paesi europei.
“Nei prossimi giorni riceveremo un pacchetto di missili Patriot dagli Stati Uniti. Abbiamo anche raggiunto accordi separati con gli europei”, ha dichiarato Zelensky parlando alla stampa dopo il summit dell’Alleanza Atlantica.
Il leader ucraino ha poi commentato l’annuncio di Trump sulla possibile concessione delle licenze per produrre i Patriot direttamente in Ucraina. “È molto importante che i nostri gruppi tecnici, tutti i rappresentanti dei diversi ministeri e del potere esecutivo inizino a lavorare senza sosta affinché l’Ucraina riceva le licenze il prima possibile e inizi la produzione”, ha spiegato.
L’ipotesi della produzione nazionale del sistema di difesa antimissile presenta però ancora diversi interrogativi. Trump non ha chiarito se l’autorizzazione riguarderà i missili Patriot Pac-2 oppure i più avanzati Pac-3, dotati di capacità superiori nell’intercettazione delle minacce.
Lo stesso presidente americano ha ammesso di non aver ancora informato le aziende coinvolte nella produzione, tra cui Lockheed Martin e RTX Corporation, la società che comprende l’ex Raytheon, principale produttore del sistema Patriot.
Restano inoltre da definire la disponibilità delle componenti necessarie, i tempi per creare una catena di approvvigionamento e la costruzione di eventuali impianti produttivi in Ucraina. Una fabbrica di missili diventerebbe infatti un obiettivo strategico per la Russia e richiederebbe adeguati sistemi di protezione, probabilmente con ulteriori batterie Patriot.
Il costo degli intercettori rappresenta un altro elemento critico. Ogni missile Patriot ha un valore stimato intorno ai tre milioni di dollari e fino a poco tempo fa la produzione americana era limitata a circa 50-60 unità al mese, destinate agli Stati Uniti e agli alleati in Europa e nel Golfo.
Tra le preoccupazioni di Washington c’è anche il rischio legato alla sicurezza tecnologica. Gli Stati Uniti finora hanno autorizzato la produzione del sistema Patriot soltanto in Germania e Giappone, mentre il trasferimento di tecnologie e componenti sensibili all’Ucraina potrebbe esporre il sistema al rischio di acquisizione da parte della Russia.
Nel frattempo aziende ucraine stanno sviluppando programmi alternativi nel settore della difesa aerea. Fire Point, società coinvolta nella produzione di droni e dei missili da crociera Flamingo, ha avviato iniziative per realizzare un sistema antimissile a costi inferiori e ha stretto accordi con aziende europee per l’acquisizione di componenti avanzate, compresi radar prodotti dalla tedesca Hensoldt.
Sul fronte russo, il Cremlino ha criticato duramente le dichiarazioni di Trump sull’assistenza militare a Kiev. Il portavoce Dmitry Peskov ha definito “un’illusione” l’idea che un aumento del sostegno militare all’Ucraina possa favorire una soluzione del conflitto.
Secondo Peskov, l’intensificazione delle ostilità e le iniziative che aumentano la pressione militare non contribuirebbero al processo di pace. Mosca ha inoltre accusato i Paesi occidentali di mantenere una posizione ambigua, sostenendo pubblicamente la possibilità di negoziati mentre, secondo il Cremlino, rivolgerebbero ultimatum alla Russia.
Anche il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha ribadito la stessa linea, affermando che l’Occidente simulerebbe la disponibilità al dialogo mentre aumenterebbe la pressione su Mosca.
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(con fonte AdnKronos)

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