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Le Pen condannata a Parigi: un anno con braccialetto elettronico
45 mesi di ineleggibilità, di cui 30 con sospensione condizionale, nella sentenza della Corte d’appello sul caso dei fondi europei
Nuovo sviluppo giudiziario per Marine Le Pen, condannata dalla Corte d’appello di Parigi nell’ambito del procedimento relativo all’utilizzo dei fondi pubblici europei. La decisione prevede una pena detentiva e una sanzione accessoria che incide sulla sua eleggibilità.
Nel dettaglio, i giudici hanno stabilito una condanna a tre anni di reclusione, di cui due con sospensione condizionale. La parte effettiva della pena sarà scontata tramite braccialetto elettronico.
Accanto alla pena principale, la Corte ha disposto anche 45 mesi di ineleggibilità, specificando che 30 mesi sono coperti da sospensione condizionale. Un elemento che lascia aperta, sul piano formale, la possibilità di una candidatura alle elezioni presidenziali del 2027.
La stessa Le Pen aveva però in precedenza indicato come condizione per una sua eventuale corsa all’Eliseo l’assenza di misure come il braccialetto elettronico, aspetto che ora assume un peso nella valutazione politica.
Dopo la lettura della sentenza, la leader del Rassemblement National ha lasciato il tribunale senza rilasciare dichiarazioni. È previsto un suo intervento pubblico in serata, con un’intervista al telegiornale delle 20 su TF1.
Nella premessa alla decisione, la Corte d’appello ha sottolineato di aver bilanciato le pene con i principi della libertà di candidatura e della libera scelta degli elettori, ritenuti fondamentali per il funzionamento democratico.
La condanna riguarda i reati di appropriazione indebita di fondi pubblici europei, commessi durante il mandato da eurodeputata, e di complicità nello stesso reato in qualità di presidente del partito.
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(con fonte AdnKronos)
