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Trump ordina nuovi raid: attacco Usa contro l’Iran nello Stretto di Hormuz
Il Centcom annuncia operazioni militari per “difendere la libertà di navigazione”. Esplosioni in diverse città iraniane. Il presidente Usa: “La tregua è finita”
Nuova escalation militare in Medio Oriente, dove gli Stati Uniti hanno lanciato un ulteriore attacco contro l’Iran. Il Comando centrale americano (Centcom) ha annunciato che, su ordine del presidente Donald Trump, le forze armate Usa hanno avviato nuove operazioni militari nella giornata dell’8 luglio.
Secondo la nota ufficiale, gli attacchi hanno l’obiettivo di “indebolire ulteriormente la capacità dell’Iran di minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”, area strategica per il traffico energetico globale. Washington accusa Teheran di essere responsabile di recenti azioni contro navi mercantili e equipaggi civili.
Dall’Iran arrivano notizie di esplosioni in diverse aree costiere. L’agenzia Fars riferisce di detonazioni nei pressi di Bandar Abbas e Sirik, con le difese aeree entrate in azione per intercettare obiettivi ostili. Segnalazioni analoghe arrivano anche da Konarak e Chabahar, secondo quanto riportato da Mehr.
I nuovi raid seguono quelli condotti nella tarda serata del 7 luglio e segnano un ulteriore passo avanti nella crisi tra i due Paesi. L’operazione era stata anticipata dallo stesso Trump, intervenuto da Ankara durante il vertice Nato.
“Colpiremo di nuovo, forse già oggi”, aveva dichiarato il presidente americano, annunciando di fatto la fine della tregua con Teheran. “Non so se avremo un accordo con l’Iran. Potremmo farne a meno, è più facile così”, ha aggiunto, accusando la leadership iraniana di comportamenti ingannevoli.
Alla base della risposta militare americana ci sarebbero gli attacchi attribuiti all’Iran contro petroliere e navi commerciali nello Stretto di Hormuz. Trump ha ventilato anche la possibilità di un blocco navale selettivo, rivolto esclusivamente contro Teheran.
Il presidente Usa ha inoltre escluso, almeno nell’immediato, una ripresa del dialogo diplomatico, usando toni durissimi nei confronti della Repubblica islamica e definendo i suoi vertici “inaffidabili”. Tuttavia, ha lasciato uno spiraglio teorico ai negoziati, citando il lavoro dei suoi emissari Steve Witkoff e Jared Kushner.
“Loro vogliono negoziare, ma per quanto mi riguarda trattare con loro è una perdita di tempo”, ha affermato Trump, ribadendo la propria sfiducia nei confronti delle autorità iraniane.
La situazione resta altamente volatile, con il rischio di un allargamento del conflitto in un’area già cruciale per gli equilibri energetici e geopolitici globali.
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(con fonte AdnKronos)
