Spettacolo
La Traviata apre l’Arena Opera Festival 2026
Nuovo allestimento firmato da Paul Curran tra Belle Époque e Moulin Rouge per l’inaugurazione del Festival di Verona
Sarà La Traviata ad aprire l’Arena Opera Festival 2026, con una doppia serata inaugurale venerdì 12 e sabato 13 giugno. Il titolo verdiano torna protagonista con un nuovo allestimento firmato dal regista scozzese Paul Curran, realizzato in collaborazione con il Moulin Rouge di Parigi.
Sul podio Michele Spotti, alla guida dei complessi artistici areniani, con un cast internazionale che vede protagonisti Martina Russomanno, Yusif Eyvazov e Amartuvshin Enkhbat.
L’opera approdò per la prima volta all’Arena di Verona nel 1946, segnando la ripresa del dopoguerra. Nell’estate 2026 sarà proposta in 13 serate, fino al 12 settembre, data di chiusura della stagione. Il nuovo allestimento rappresenta il debutto areniano di Curran, che ambienta la vicenda nella Parigi di inizio Novecento, tra la vita notturna di Montmartre e gli splendori della Belle Époque.
Le scene sono firmate da Juan Guillermo Nova, i costumi da Stefano Ciammitti, le luci da Fabio Barettin e le coreografie da Kyle Lang. L’impianto visivo ricostruisce con accuratezza storica e artistica l’universo del cabaret parigino, mantenendo al tempo stesso la fedeltà alla drammaturgia verdiana.
Grazie alla collaborazione con il Moulin Rouge, la Fondazione Arena introduce per la prima volta sul palcoscenico areniano elementi iconici del celebre locale parigino, come il mulino rosso e il grande elefante, simboli della vita notturna della Belle Époque. Un riferimento diretto alle origini del cabaret fondato da Charles Zidler e Joseph Oller, che avevano collocato nel giardino del locale un elefante acquistato all’Esposizione Universale del 1889.
Il progetto ha richiesto un imponente sforzo produttivo, coinvolgendo centinaia di tecnici tra falegnami, elettricisti, pittori, scultori e decoratori. Dalla progettazione nei laboratori di via Gelmetto alla realizzazione sartoriale tra Verona, Milano e Roma, fino al montaggio sul vasto palcoscenico dell’Arena, dove i cambi scena saranno parte integrante dello spettacolo.
Secondo il regista Paul Curran, la vicenda di Violetta conserva una forte attualità: una donna giudicata dalla stessa società che la celebra pubblicamente ma la esclude nella sfera privata. L’ambientazione negli anni Dieci del Novecento riflette un’epoca di grande vitalità culturale, ma anche di profonde contraddizioni sociali, in linea con il conflitto emotivo dell’opera.
La protagonista sarà Martina Russomanno nelle recite del 12 e 20 giugno, al debutto in Arena. Nel ruolo di Violetta si alterneranno anche Gilda Fiume, Rosa Feola e Vasilisa Berzhanskaya. Tra gli interpreti di Alfredo figurano Yusif Eyvazov, Galeano Salas, Francesco Meli, Enea Scala, René Barbera, Antonio Poli e Adam Smith. Il ruolo di Germont padre sarà affidato, tra gli altri, ad Amartuvshin Enkhbat, Ludovic Tézier, Luca Salsi e Youngjun Park.
La direzione musicale sarà affidata a Michele Spotti fino ad agosto, mentre Francesco Ivan Ciampa guiderà le ultime rappresentazioni.
Il Festival proseguirà per tre mesi con un totale di 53 serate, includendo titoli come Aida, Nabucco, La Bohème e Turandot, nel centenario della prima assoluta. In programma anche eventi speciali, tra cui Roberto Bolle and Friends, Carmina Burana diretti da James Conlon e il debutto del concerto immersivo Paganini Paradise.
Complessivamente, l’Arena di Verona coinvolgerà circa 1.300 professionisti tra artisti, tecnici e personale, con oltre 80 tra direttori e cantanti internazionali impegnati nella stagione 2026.
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(con fonte AdnKronos)
