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Le Pen ricorre in Cassazione e punta alle presidenziali 2027
La leader del Rassemblement National contesta la condanna e annuncia la candidatura all’Eliseo. Il ricorso potrebbe sospendere gli effetti della sentenza
Marine Le Pen rilancia la sfida politica e giudiziaria. Dopo la condanna in appello per uso illecito di fondi del Parlamento europeo, la leader del Rassemblement National ha annunciato il ricorso alla Corte di Cassazione e la volontà di candidarsi alle elezioni presidenziali francesi del 2027.
La Corte d’Appello di Parigi ha inflitto a Le Pen una pena complessiva di tre anni di reclusione, di cui due con sospensione condizionale e uno da scontare agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. A questo si aggiungono una multa da 100 mila euro e una sanzione di ineleggibilità per 45 mesi, in parte sospesa.
La decisione di presentare ricorso apre ora uno scenario giuridico e politico complesso. In base al diritto francese, il ricorso in Cassazione in ambito penale ha generalmente effetto sospensivo sulle condanne, anche se esistono eccezioni e interpretazioni diverse. È proprio su questo punto che si concentra la strategia della leader della destra francese, che punta a evitare l’applicazione immediata delle misure restrittive, in particolare il braccialetto elettronico.
Le Pen ha chiarito che non avrebbe condotto una campagna elettorale in tali condizioni, ma ritiene che il ricorso possa consentirle di proseguire l’attività politica senza limitazioni nell’immediato. La presentazione formale del ricorso dovrà avvenire entro i termini previsti, mentre la Corte di Cassazione potrebbe esprimersi nei primi mesi del 2027, a ridosso della tornata elettorale.
Resta però aperto il dibattito tra i giuristi. Alcune interpretazioni richiamano precedenti secondo cui, in caso di ricorso dopo una condanna in appello, potrebbe tornare in vigore la sentenza di primo grado, con effetti diversi sull’ineleggibilità. Si tratta di un nodo tecnico che potrebbe incidere direttamente sulla possibilità di Le Pen di partecipare alla competizione elettorale.
Un ulteriore elemento riguarda l’immunità parlamentare. In quanto deputata, Le Pen non può essere sottoposta a misure restrittive della libertà personale senza l’autorizzazione degli organi competenti dell’Assemblea Nazionale. Questa procedura potrebbe contribuire a dilatare i tempi di esecuzione della pena, creando margini per posticipare eventuali obblighi fino a dopo il voto.
Secondo diverse analisi, se la decisione definitiva dovesse arrivare a ridosso delle elezioni o successivamente, l’eventuale esecuzione della pena potrebbe slittare. In caso di vittoria alle presidenziali, la Costituzione francese prevede inoltre la sospensione dei procedimenti penali per tutta la durata del mandato.
La Corte di Cassazione, va ricordato, non entrerà nel merito dei fatti ma valuterà la corretta applicazione del diritto da parte dei giudici di appello. In caso di annullamento della sentenza, il procedimento verrebbe rinviato a una nuova corte per un ulteriore giudizio, con tempi difficilmente compatibili con il calendario elettorale del 2027.
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(con fonte AdnKronos)
