Salute
Api, vespe e calabroni: perché una puntura può uccidere e come difendersi
In Italia fino a 20 decessi l’anno per punture di imenotteri, spesso per anafilassi. I consigli degli esperti su sintomi, emergenza e prevenzione
Punture di api, calabroni e vespe, fino a 20 morti l’anno in Italia: i rischi e cosa fare – In Italia si registrano ogni anno tra 5 e 20 decessi causati da punture di api, vespe e calabroni. Una media di 5,3 morti l’anno, secondo le più recenti valutazioni clinico-epidemiologiche diffuse nel 2023 dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Un dato che potrebbe essere sottostimato, perché alcune morti improvvise vengono attribuite ad altre cause e non esiste una sorveglianza nazionale completa.
Nella maggior parte dei casi, la causa è l’anafilassi, una reazione allergica sistemica che può insorgere rapidamente anche in persone che non sanno di essere allergiche.
Perché una puntura può essere fatale
Come spiegano gli esperti, l’anafilassi può provocare in pochi minuti una chiusura delle vie aeree, broncospasmo e collasso cardiocircolatorio. Nei soggetti più fragili, come anziani o cardiopatici, possono aggiungersi aritmie o ischemie che aggravano il quadro clinico.
Esiste anche un altro meccanismo, più raro ma pericoloso: dopo molte punture può verificarsi un effetto tossico diretto con danni ai muscoli, insufficienza renale e coinvolgimento di più organi, anche in persone non allergiche.
Chi è più a rischio
Tra le categorie più esposte ci sono:
- chi ha già avuto reazioni allergiche sistemiche
- lavoratori esposti come apicoltori e giardinieri
- persone anziane o con patologie cardiache
- pazienti con mastocitosi o livelli elevati di triptasi
Tuttavia, una reazione grave può colpire anche chi non ha mai avuto sintomi in precedenza.
Cosa fare dopo una puntura
In caso di reazione locale (dolore, gonfiore, arrossamento limitato), è importante:
- allontanarsi subito dalla zona
- controllare e rimuovere il pungiglione senza schiacciarlo
- lavare con acqua e sapone
- applicare ghiaccio per 10-15 minuti
- rimuovere oggetti stretti come anelli o bracciali
Farmaci come antistaminici o creme cortisoniche possono essere utilizzati su indicazione medica.
Quando chiamare subito il 112
Bisogna intervenire immediatamente se compaiono sintomi di anafilassi entro pochi minuti:
- orticaria diffusa o prurito lontano dalla puntura
- gonfiore di viso, labbra o gola
- difficoltà respiratoria o tosse improvvisa
- vertigini, confusione o perdita di coscienza
- pallore, sudorazione fredda
- vomito o dolori addominali associati ad altri sintomi
In questi casi è fondamentale chiamare subito il 112.
Se disponibile, va somministrata immediatamente l’adrenalina autoiniettabile, unico farmaco salvavita in grado di bloccare rapidamente la reazione. Antistaminici e cortisonici non sostituiscono l’adrenalina e non devono ritardarne l’uso.
Prevenzione: come evitare le punture
Ridurre il rischio è possibile adottando alcune precauzioni:
- non avvicinarsi ai nidi
- evitare movimenti bruschi vicino agli insetti
- indossare scarpe chiuse e guanti all’aperto
- evitare profumi intensi
- coprire cibi e bevande
- controllare bicchieri e lattine prima di bere
- tenere chiusi i rifiuti
Per chi lavora all’aperto, la prevenzione deve essere ancora più rigorosa, con formazione adeguata, dispositivi di protezione e accesso immediato ai farmaci di emergenza.
Terapie e controlli dopo una reazione grave
Dopo un episodio di anafilassi è fondamentale una valutazione allergologica. Il trattamento più efficace è l’immunoterapia specifica (vaccino) contro il veleno dell’insetto responsabile, in grado di ridurre in modo significativo il rischio di nuove reazioni gravi.
L’adrenalina autoiniettabile resta uno strumento di emergenza, ma non sostituisce la terapia preventiva.
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(con fonte AdnKronos)

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