Cultura
Roma, torna visibile la Torre Vergata dopo i restauri: nasce il MAUT
Dopo anni di interventi è stata restituita alla città la porzione della torre medievale inglobata nella Villa Gentile, nuova sede del Museo Archeologico Universitario del Territorio dell’Università Roma Tor Vergata
Dopo anni di restauri, torna visibile la Torre Vergata, l’edificio medievale che ha dato il nome al quartiere sud-est di Roma e all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. La porzione della torre inglobata nella Villa Gentile è stata restituita alla popolazione, accademica e non, in occasione dell’inaugurazione del nuovo Museo Archeologico Universitario del Territorio (MAUT).
La torre, costruita tra il XII e il XIII secolo come struttura di segnalazione e presente anche nella cartografia antica, è stata riportata alla luce grazie a un accurato lavoro di recupero che ha permesso di valorizzare una parte importante della storia del territorio.
All’inaugurazione del complesso storico medievale hanno partecipato il rettore dell’Università Roma Tor Vergata Nathan Levialdi Ghiron, la direttrice del dipartimento di Storia, patrimonio culturale, formazione e società Lucia Ceci e il direttore del MAUT, Museo Archeologico Universitario del Territorio, Marco Fabbri.
Per il Ministero della Cultura erano presenti Massimo Osanna, direttore generale dei musei, e Caterina Bova, direttrice generale degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro.
La storia di un territorio tra Roma antica e Medioevo
L’area che circonda l’Università Roma Tor Vergata conserva un patrimonio storico stratificato, che attraversa epoche diverse: dai resti di ville e acquedotti di età romana alle torri medievali, fino ai toponimi delle tenute moderne e allo sviluppo della periferia contemporanea.
“Lo svelamento e valorizzazione della Torre Vergata s’incardina armoniosamente con quella del nostro Ateneo e dell’area che la ospita”, ha dichiarato il rettore Nathan Levialdi Ghiron, sottolineando come il recupero rappresenti “un ulteriore tassello della costruzione di una conoscenza condivisa” e del rapporto con le radici storiche e culturali del territorio.
Secondo il rettore, la presenza del MAUT rafforza l’approccio dell’ateneo nella valorizzazione del patrimonio storico e nella costruzione di un rapporto tra ricerca, formazione e territorio.
Gli interventi finanziati anche dal PNRR
Gli interventi di ristrutturazione, sostenuti anche dai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destinati alla rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei luoghi della cultura, hanno rappresentato anche un’importante occasione di ricerca archeologica.
Le indagini condotte durante i lavori hanno consentito di valorizzare le strutture della Torre Vergata, inglobata nel casale di Villa Gentile. Della torre caratterizzata dalle fasce bianche e nere, dovute all’utilizzo di pietre calcaree e basaltiche, si erano perse nel tempo le tracce visibili, mentre il ricordo della sua esistenza era rimasto nel nome del quartiere e dell’ateneo.
L’ultima testimonianza della torre a cielo aperto risale al XVIII secolo, quando veniva descritta come una “torretta antica in mezzo alli prati vicino al fontanile”, già parzialmente degradata ma ancora riconoscibile.
Il MAUT racconta la storia dell’Agro Romano
Dalla valorizzazione della Torre Vergata nasce il Museo Archeologico Universitario del Territorio (MAUT), con l’obiettivo di raccontare l’evoluzione degli insediamenti suburbani e il legame tra il territorio e la storia della Capitale.
Il museo trova sede nel casale di Villa Gentile, uno degli edifici rurali dell’Agro Romano situati all’interno dei quasi 600 ettari di territorio di proprietà dell’Ateneo. Il precedente allestimento era stato ideato e curato dalla professoressa Andreina Ricci, recentemente scomparsa.
Per Marco Fabbri, direttore del museo e associato di Metodologie della ricerca archeologica al dipartimento di Storia, patrimonio culturale, formazione e società dell’Università Roma Tor Vergata, l’inaugurazione rappresenta “un momento di grande soddisfazione per il nostro Ateneo e il punto di arrivo di un lungo percorso di ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale”.
Nel corso dei quasi tre anni di lavori di ristrutturazione e riallestimento del Casale di Villa Gentile, ha spiegato Fabbri, le indagini archeologiche hanno permesso di riportare alla luce i resti della torre medievale di Tor Vergata, databile tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo.
Una scoperta che consente di recuperare le origini del nome del quartiere e dell’università che da oltre quarant’anni opera in questo territorio.
Il MAUT, aperto al pubblico dal prossimo settembre, sarà non soltanto uno spazio espositivo ma anche un luogo di ricerca, formazione e divulgazione. Il percorso museale comprende reperti di età romana provenienti dal territorio e strumenti multimediali e interattivi pensati per rendere la visita accessibile alle diverse esigenze dei visitatori.
La Torre Vergata, restituita alla sua dimensione fisica dopo secoli di trasformazioni, diventa così parte integrante del percorso attraverso cui il museo racconta la storia del territorio.
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(con fonte AdnKronos)

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