Salute
Trentino, morta a 76 anni dopo il morso di una zecca
La donna aveva sviluppato un’encefalite da Tbe, un’infezione virale che colpisce il sistema nervoso centrale. L’infettivologo Matteo Bassetti richiama le misure di prevenzione
È morta a un mese di distanza dal morso di una zecca una donna trentina di 76 anni, colpita da un’encefalite da Tbe che si è rivelata fatale.
La Tbe, acronimo di “Tick-Borne Encephalitis”, è una grave infezione virale che interessa il sistema nervoso centrale. La trasmissione avviene attraverso il morso di zecche infette oppure, in alcuni casi, attraverso l’ingestione di latte crudo non pastorizzato.
In Italia i focolai si registrano soprattutto nelle regioni del Nord-Est, tra cui Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Veneto, in particolare nella provincia di Belluno. A ricordarlo è l’infettivologo Matteo Bassetti, che ha richiamato l’attenzione sui rischi legati alla malattia.
Tra le principali misure di prevenzione c’è la vaccinazione, indicata e fortemente raccomandata per chi vive o frequenta abitualmente le aree considerate a rischio.
Durante le escursioni è inoltre consigliato indossare abbigliamento adeguato, con indumenti chiari per individuare più facilmente eventuali zecche, pantaloni lunghi, scarpe chiuse e cappello. Un’altra precauzione riguarda l’utilizzo di repellenti specifici sulla pelle, a base di Deet o altri principi attivi indicati.
In caso di morso di zecca, la raccomandazione è di rimuovere il parassita il prima possibile utilizzando una pinzetta, tirandolo con decisione, e di disinfettare accuratamente la zona dopo l’estrazione.
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(con fonte AdnKronos)
