Salute
West Nile in calo nonostante il caldo: l’errore sull’equazione zanzare-malattie
Temperature elevate non bastano a spiegare la diffusione delle infezioni trasmesse dalle zanzare: umidità, piogge e ambiente incidono più di quanto si pensi
Caldo e zanzare, perché più temperature non significano più malattie – L’idea che a un aumento delle temperature corrisponda automaticamente una crescita delle malattie trasmesse dalle zanzare è una semplificazione che non trova conferma nei dati. A spiegarlo è l’epidemiologo Gianni Rezza, secondo cui la relazione tra clima e diffusione delle infezioni è molto più complessa.
Le condizioni climatiche, infatti, non si riducono al solo caldo. Umidità e precipitazioni giocano un ruolo decisivo nel determinare la presenza e l’attività delle zanzare. Proprio la stagione in corso ne è un esempio: le piogge sono state scarse e la lunga esposizione a temperature elevate non si è tradotta in un aumento dei casi.
Un segnale arriva dal virus West Nile. Dopo un 2025 con numeri elevati, quest’anno i casi registrati sono circa un terzo, almeno finora. Un andamento che dimostra come il caldo, da solo, non basti a spiegare la diffusione delle infezioni.
È vero che le alte temperature hanno anticipato il ciclo riproduttivo delle zanzare, ma questo non ha portato a una maggiore attività complessiva rispetto allo scorso anno. Anzi, altri fattori ambientali sembrano aver inciso in modo più rilevante.
Tra questi c’è anche l’avifauna, che rappresenta il principale serbatoio naturale del virus West Nile. Le condizioni climatiche, comprese le scarse precipitazioni, possono aver influenzato la presenza e i movimenti degli uccelli, contribuendo indirettamente alla variazione dei contagi.
Il quadro che emerge è quindi articolato: la diffusione delle arbovirosi dipende da un insieme di variabili difficili da isolare e prevedere. Non esiste una relazione lineare tra caldo e aumento delle malattie.
Per questo, sottolineano gli esperti, resta fondamentale il monitoraggio costante e l’analisi dei dati, insieme a strategie di prevenzione che tengano conto di tutti i fattori coinvolti, non solo della temperatura.
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(con fonte AdnKronos)
