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Guerra dei droni, Kiev colpisce il cuore energetico russo: in fiamme una delle maggiori raffinerie
L’attacco ha interessato l’impianto petrolifero Slavneft-Yanos nella regione di Yaroslavl
La guerra tra Russia e Ucraina continua a spostare il proprio baricentro sempre più lontano dalla linea del fronte. Nella notte droni ucraini hanno colpito una delle più importanti raffinerie petrolifere russe, la Slavneft-Yanos, nella regione di Yaroslavl, a oltre 700 chilometri dal confine con l’Ucraina.
Le immagini diffuse sui social dai residenti mostrano colonne di fumo levarsi sopra la città dopo l’attacco. Secondo i canali locali di monitoraggio, nell’area dell’impianto si sarebbe sviluppato un vasto incendio. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che la raffineria era già stata presa di mira nella notte precedente.
A confermare l’impatto delle immagini è stato anche il canale indipendente russo Astra, che attraverso l’analisi e la geolocalizzazione dei video ha identificato l’impianto Slavneft-Yanos come il luogo dell’incendio.
Il governatore della regione di Yaroslavl, Mikhail Yevrayev, ha confermato che droni ucraini stavano operando nell’area, senza però fornire ulteriori dettagli sull’entità dei danni subiti dalla raffineria.
Mosca annuncia un massiccio attacco con droni
Parallelamente, il ministero della Difesa russo ha comunicato di aver intercettato e distrutto nella notte 605 droni ucraini sopra circa venti regioni russe e sulla Crimea, la penisola annessa da Mosca nel 2014.
Secondo le autorità locali, uno degli attacchi avrebbe provocato danni limitati a un centro logistico di Wildberries, uno dei principali operatori russi del commercio elettronico, nella regione di Tver.
L’esercito russo non ha fornito ulteriori informazioni sulle operazioni di difesa aerea, mentre Kiev continua a utilizzare i droni a lungo raggio come strumento per colpire infrastrutture strategiche russe, soprattutto nel settore energetico.
Mosca accusa Kiev per l’attacco alle navi vicino Odessa
Sul fronte opposto, la Russia ha riferito di aver colpito due navi mercantili vicino al porto ucraino di Odessa, sul Mar Nero.
Secondo quanto comunicato dall’agenzia russa Tass, che cita il ministero della Difesa di Mosca, le imbarcazioni trasportavano equipaggiamento militare.
L’accusa arriva mentre entrambe le parti continuano a colpire infrastrutture considerate fondamentali per sostenere lo sforzo bellico: da una parte gli impianti energetici russi, dall’altra i porti e le rotte commerciali ucraine.
La guerra dei droni si conferma quindi uno degli elementi centrali del conflitto, con attacchi sempre più frequenti contro obiettivi situati anche a centinaia di chilometri dalle zone di combattimento.
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(con fonte AdnKronos)
