In Evidenza
Incendio Crans-Montana, Svizzera dice no Parte civile a Italia che farà ricorso
Il tribunale svizzero ha escluso il governo italiano dal procedimento sul rogo del bar Le Constellation. La Farnesina ha già presentato ricorso contestando la decisione
La Svizzera ha respinto la richiesta dell’Italia di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario sull’incendio del bar Le Constellation di Crans-Montana, la tragedia di Capodanno costata la vita a 41 persone e il ferimento di altre 115. Tra le vittime anche sei ragazzi italiani, tutti adolescenti tra i 15 e i 17 anni.
La decisione è contenuta in un provvedimento datato 23 luglio e indirizzato all’avvocato svizzero Romain Jordan, incaricato di rappresentare il governo italiano nel procedimento.
La Farnesina, però, ha già presentato ricorso contro l’ordinanza del tribunale svizzero che ha escluso l’Italia dal processo. Attraverso il proprio legale, il governo italiano ha depositato un atto dettagliato nel quale contesta le motivazioni alla base del rigetto, richiamando anche la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, e insiste per ottenere l’ammissione della costituzione di parte civile.
Sei giovani italiani tra le vittime della tragedia
Nell’incendio morirono anche gli italiani Sofia Prosperi, Chiara Costanzo, Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti ed Emanuele Galeppini.
Secondo le ricostruzioni investigative, il rogo sarebbe stato provocato da una candela scintillante fissata a una bottiglia di champagne. Quando la bottiglia sarebbe stata sollevata, la fiamma avrebbe raggiunto il soffitto del locale, provocando in pochi secondi la propagazione dell’incendio.
All’interno del bar erano presenti circa 200 persone, molte delle quali minorenni. La fuga si trasformò rapidamente in una situazione di caos: l’unica uscita disponibile sarebbe risultata insufficiente a consentire un rapido deflusso dei clienti, che per salvarsi arrivarono anche a rompere una vetrina.
Alcuni testimoni hanno descritto quei momenti come caratterizzati da “panico assoluto”, con urla e persone ammassate nel tentativo di raggiungere l’esterno.
I proprietari negano responsabilità
I proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti, hanno respinto ogni accusa di responsabilità per l’incendio.
Davanti ai giudici hanno sostenuto di non essere a conoscenza del rischio rappresentato dalle candele scintillanti utilizzate durante la serata, spiegando che tali dispositivi erano stati autorizzati e controllati dai vigili del fuoco.
Jacques Moretti ha dichiarato che ritenevano le candele sicure e che, al massimo, potevano provocare danni alle attrezzature del locale, ma non avrebbero mai immaginato che potessero causare una tragedia di tali dimensioni.
Il precedente delle fatture alle famiglie italiane
La decisione sulla costituzione di parte civile arriva dopo un altro capitolo che aveva creato tensioni tra Roma e Berna.
Nei mesi scorsi il caso delle fatture inviate alle famiglie italiane delle vittime per costi legati alla tragedia aveva provocato una dura reazione diplomatica da parte dell’Italia. Le richieste economiche, arrivate a cifre molto elevate, avevano aperto un confronto con le autorità svizzere.
La questione si era poi chiusa con la decisione di Berna di non procedere più all’invio delle fatture alle famiglie coinvolte.
Ora il nuovo fronte riguarda il ruolo dell’Italia nel processo: il governo italiano punta a essere riconosciuto come parte civile e ha affidato al ricorso la possibilità di ribaltare la decisione del tribunale svizzero.
LE ULTIME NOTIZIE
(con fonte AdnKronos)
