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Lefebvriani, scomunica dopo le ordinazioni senza mandato
Quattro vescovi consacrati a Écône senza autorizzazione pontificia. Il Vaticano dichiara la scomunica per i consacranti e i neo vescovi
La Fraternità Sacerdotale San Pio X torna al centro dello scontro con il Vaticano dopo le ordinazioni episcopali celebrate a Écône, in Svizzera, senza il mandato del Papa. Un gesto che il Dicastero per la Dottrina della Fede qualifica come atto di natura scismatica e che comporta conseguenze canoniche immediate.
In una dichiarazione ufficiale, il prefetto del Dicastero, il cardinale Victor Manuel Fernández, ha affermato che il vescovo Alfonso de Galarreta, Superiore generale della Fraternità, ha compiuto un atto scismatico consacrando quattro presbiteri senza autorizzazione pontificia e contro la volontà del Pontefice.
Secondo quanto previsto dal diritto canonico, l’ordinazione episcopale senza mandato comporta la scomunica latae sententiae, cioè automatica. Il provvedimento riguarda sia il consacrante sia i quattro nuovi vescovi: Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier.
La scomunica è stata dichiarata anche per il vescovo Bernard Fellay, che ha partecipato come co-consacrante alla celebrazione, aderendo pubblicamente all’atto considerato scismatico.
Nel testo si richiama esplicitamente l’applicazione dei canoni 1364 e 1387 del Codice di diritto canonico, sottolineando che si tratta di una rottura con la comunione ecclesiale. Viene inoltre rivolto un ammonimento ai fedeli e ai chierici affinché non aderiscano alla Fraternità, per non incorrere nelle stesse sanzioni.
La cerimonia si è svolta con solennità a Écône, storica sede del movimento fondato da Marcel Lefebvre, ed è stata trasmessa in streaming in più lingue. L’iniziativa è andata avanti nonostante i richiami e gli appelli della Santa Sede a evitare un atto considerato gravemente lesivo dell’unità della Chiesa.
L’episodio riapre una frattura che affonda le radici negli anni Ottanta, quando lo stesso Lefebvre procedette a consacrazioni senza mandato pontificio, dando origine a uno dei più rilevanti conflitti ecclesiali contemporanei. Le nuove ordinazioni segnano un ulteriore irrigidimento dei rapporti con Roma e rischiano di consolidare una separazione già da tempo oggetto di tensioni dottrinali e disciplinari.
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(con fonte AdnKronos)

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