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Meteo, l’Italia si appresta a respirare: mercoledì temporali e stop all’afa
In arrivo la svolta termica sulla Penisola dopo giornate di caldo soffocante. L’ondata record si sposta nell’Europa dell’Est, dove l’Oms conta già oltre 1.300 vittime
Il grande caldo che sta stringendo l’Europa in una morsa asfissiante concede finalmente una via d’uscita all’Italia. Dopo una sequenza di giornate roventi, che hanno accomunato la Penisola a Spagna, Francia e Gran Bretagna, i meteorologi prevedono un imminente cambio di rotta. La data della svolta è fissata per mercoledì 1 luglio, quando lo sviluppo di temporali spezzerà il dominio dell’alta pressione, garantendo un sensibile abbassamento delle temperature e una tregua climatica attesa da giorni.
Se il territorio italiano si prepara a uscire dalla fase più critica, l’emergenza si sposta ora con decisione verso l’Europa orientale. La bolla di aria calda sta investendo paesi come Germania, Ungheria e Repubblica Ceca, dove i termometri continuano a superare la soglia dei 40 gradi, sbriciolando record storici. In territorio tedesco si è registrata la notte più calda mai monitorata dall’istituto meteorologico Dwd, con una minima di 29,4 gradi nella località sassone di Kubschütz, seguita da un picco diurno di 41,7 gradi a Coschen, vicino alla frontiera polacca. Anche la Polonia ha aggiornato i propri annali con i 40,5 gradi misurati a Słubice, un valore che supera un primato stabilito nel lontano 1921 e che ha spinto il governo di Varsavia a invitare la popolazione tramite sms a non esporsi al sole. Lo scenario si ripete in Ungheria, con i 40,7 gradi registrati a Budakalasz, e nella Repubblica Ceca, dove la stazione di Doksany ha certificato una massima provvisoria di 41,9 gradi.
Mentre l’Italia attende i benefici della pioggia, le nazioni dell’Europa occidentale tracciano i primi drammatici bilanci sanitari legati alla prima ondata del fenomeno. In Francia, sebbene la fase più acuta sembri ormai superata, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha evidenziato come il sistema di soccorso sia andato in forte difficoltà, gestendo oltre 122mila uscite delle ambulanze e registrando un incremento di circa 1.000 decessi tra il 24 e il 27 giugno. In Spagna, invece, le autorità attribuiscono alle temperature estreme registrate tra la scorsa domenica e giovedì la morte di 327 persone.
A delineare la gravità della situazione su scala continentale è intervenuta direttamente l’Organizzazione mondiale della sanità. Il Direttore Generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha confermato attraverso un intervento sulla piattaforma X che dal 21 giugno a oggi si contano in Europa oltre 1.300 decessi in eccesso legati alla canicola. Il vertice dell’organizzazione ha ricordato come il continente europeo si stia riscaldando a una velocità doppia rispetto alla media del pianeta, esponendo circa 150 milioni di individui a ondate di calore estremo che i mutamenti climatici stanno trasformando da eventi generazionali a minacce a cadenza quasi annuale.
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(con fonte AdnKronos)
