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Ue contro Meta: “Facebook e Instagram creano dipendenza”, rischio maxi multa
La Commissione Europea accusa Meta di aver violato il Digital Services Act: sotto accusa il design delle piattaforme, dallo scroll infinito all’autoplay
La Commissione Europea accusa Meta di aver progettato Facebook e Instagram in modo da creare dipendenza negli utenti, violando il Digital Services Act. Si tratta per ora di conclusioni preliminari, ma che aprono la strada a una possibile sanzione miliardaria per il gruppo guidato da Mark Zuckerberg.
Al centro dell’indagine ci sono alcune delle principali funzionalità delle piattaforme: lo scorrimento infinito, la riproduzione automatica dei contenuti, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione altamente personalizzati. Secondo l’esecutivo Ue, questi strumenti sono progettati per mantenere gli utenti costantemente attivi, favorendo un utilizzo compulsivo dei social.
Bruxelles ritiene che Meta non abbia valutato adeguatamente i rischi che questo design comporta per la salute fisica e mentale, in particolare per i minori e per gli utenti più vulnerabili. Le piattaforme, offrendo contenuti in modo continuo e automatizzato, spingerebbero il cervello verso una sorta di “pilota automatico”, incentivando abitudini digitali malsane.
Nel mirino anche la gestione del tempo di utilizzo e i controlli parentali. Secondo la Commissione, gli strumenti messi a disposizione da Meta possono essere facilmente ignorati e non risultano efficaci nel limitare l’uso eccessivo. Inoltre, i sistemi di controllo per i minori funzionerebbero solo se i genitori possiedono competenze tecniche adeguate e dedicano tempo alla loro configurazione, condizione non sempre realistica.
Le autorità europee contestano anche il fatto che Meta avrebbe trascurato dati rilevanti, come il tempo trascorso dai minori sulle piattaforme durante le ore notturne e l’impatto di formati come Reel e Storie, che possono incentivare un consumo prolungato dei contenuti.
Se le conclusioni preliminari venissero confermate, Meta rischierebbe una sanzione fino al 6% del fatturato annuo globale. Considerando i ricavi del 2025, pari a oltre 200 miliardi di dollari, la multa potrebbe superare i 10 miliardi.
La Commissione chiede ora modifiche concrete al design delle piattaforme, come la disattivazione di default delle funzioni più “addictive”, l’introduzione di pause efficaci e un sistema di raccomandazione meno orientato a massimizzare il coinvolgimento.
Meta potrà presentare la propria difesa, esaminare gli atti dell’indagine e rispondere formalmente alle accuse. Nel frattempo, prosegue anche un’altra indagine sugli effetti cosiddetti “rabbit hole”, ovvero le spirali di contenuti che possono intrappolare gli utenti, soprattutto i più giovani.
“Proteggere la salute fisica e mentale dei cittadini europei deve essere una priorità”, ha dichiarato la vicepresidente della Commissione Henna Virkkunen, sottolineando come il Digital Services Act imponga responsabilità precise alle piattaforme digitali.
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(con fonte AdnKronos)
