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“Ho pensato di morire”: il racconto della 22enne sfregiata in metro a Milano
Il drammatico racconto della giovane aggredita con un coltello: “Non vedevo più nulla, il sangue mi impediva di respirare”.
“Ho pensato di morire, non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare”. È un racconto lucido ma drammatico quello della 22enne aggredita e sfregiata giovedì pomeriggio nella stazione della metropolitana Duomo di Milano.
La giovane, originaria del Marocco, ha ricostruito ogni momento dell’aggressione nella denuncia presentata dopo essere stata dimessa dall’ospedale, dove le è stata assegnata una prognosi di dieci giorni. Parole che restituiscono la paura e la violenza di quanto accaduto nel cuore della città.
Nel suo racconto, tutto inizia con un pomeriggio apparentemente normale: l’incontro con un’amica in piazza Duomo, un giro tra i negozi e poi l’ingresso nella stazione della metro, dove si siedono su una panchina in attesa del treno.
“Improvvisamente un uomo che non avevo mai visto prima si rivolge a me in lingua araba con tono intimidatorio e mi dice: ‘Che cazzo guardi?’”, racconta la giovane. Lei prova a spiegare che stava parlando con l’amica, ma l’uomo non le crede e inizia a insultarla pesantemente.
La 22enne descrive un’escalation rapidissima: “Gli ho chiesto di allontanarsi e gli ho detto che avrei chiamato la polizia, ma questo lo ha agitato ancora di più”. A quel punto, l’aggressore le sputa in faccia, la spinge con forza e poi le sferra un pugno al volto.
La paura cresce e la ragazza prova a chiedere aiuto: prende il telefono per chiamare il 112. È proprio in quel momento che la situazione precipita definitivamente. “Mi ha chiesto se stessi chiamando la polizia e subito dopo ha tirato fuori un coltello”, spiega.
Il colpo arriva al volto, tra il naso e l’occhio. La giovane racconta di essersi accorta subito della gravità della ferita vedendo le mani dell’aggressore piene di sangue. “Ho iniziato a sentirmi male, mi girava la testa, pensavo di svenire”.
Sono attimi concitati: mentre l’uomo fugge tra la folla, lei si accascia e viene soccorsa dai presenti. È in quei momenti che, come racconta, ha davvero temuto per la propria vita: “Non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare”.
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(con fonte AdnKronos)
