Tracciabilità dei pagamenti e nuove norme per ampliare la base imponibile
Il governo italiano spinge su un fisco “amico” affiancato da un’azione contro l’evasione per recuperare risorse. Tra le misure in bilancio, il nuovo disegno di legge punta alla tracciabilità dei pagamenti, collegando dal 2026 i registratori di cassa ai Pos per contrastare l’occultamento delle transazioni.
In parallelo, si potrebbe riaprire fino a dicembre il concordato preventivo biennale, concluso a ottobre con un gettito di circa 1,3 miliardi. Questo permetterebbe di finanziare possibili emendamenti, tra cui una riduzione dell’Irpef per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro.
La manovra include anche una stretta sulle deduzioni per le spese di trasferta, che dal 2025 saranno riconosciute solo se i pagamenti saranno effettuati tramite metodi tracciabili. Inoltre, per gli statali con debiti di almeno 5.000 euro, sarà possibile il pignoramento fino a un settimo dello stipendio, con una soglia ridotta a 2.500 euro di retribuzione.
Altre novità riguardano il canone Rai, che potrebbe tornare a 90 euro dal 2025, rimanendo in bolletta elettrica. Inoltre, per combattere l’evasione sugli affitti brevi, dal 2025 diventerà obbligatorio il Codice identificativo nazionale (Cin) nelle dichiarazioni fiscali.
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