Primo Piano
Trump prepara attacco all’Iran con Israele
Secondo fonti Usa, nuova offensiva imminente contro infrastrutture energetiche iraniane
Trump prepara attacco all’Iran con Israele e punta a una nuova offensiva militare nel giro di pochi giorni. Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, che cita funzionari statunitensi, il presidente americano avrebbe già deciso di riavviare i raid con l’obiettivo di costringere Teheran alla resa.
Le operazioni potrebbero riprendere “già questo fine settimana” e proseguire per diversi giorni. Il piano, integrato da informazioni diffuse da Cbs, prevede una campagna coordinata con Israele e concentrata su obiettivi strategici, in particolare infrastrutture energetiche come centrali e raffinerie. L’obiettivo sarebbe chiudere l’azione entro l’apertura dei mercati finanziari lunedì.
La decisione segna una svolta dopo la pausa degli ultimi giorni. Trump ritiene che il dialogo con Teheran non stia producendo risultati concreti e che la via diplomatica sia, allo stato attuale, lontana. La convinzione, secondo le ricostruzioni, è che un’azione militare sufficientemente intensa possa indebolire il regime iraniano fino a esaurirne la capacità di resistenza.
Una posizione che contrasta con le dichiarazioni rilasciate pochi giorni fa, quando il presidente aveva parlato di “negoziati molto amichevoli” e di una tregua sufficiente a sospendere le operazioni. Da allora, però, il quadro è cambiato dopo un attacco a sorpresa attribuito all’Iran contro truppe statunitensi in Giordania, seguito da una risposta militare americana mercoledì.
Il Wall Street Journal riferisce inoltre che Trump avrebbe espresso privatamente forti dubbi sull’accordo provvisorio raggiunto a giugno, ritenuto “privo di significato”. Durante una riunione di gabinetto a Camp David, il presidente avrebbe accusato i diplomatici iraniani di comportamenti “molto disonorevoli”, sostenendo la necessità di azioni più dure per piegare Teheran.
Il conflitto tra Stati Uniti e Iran è entrato nel sesto mese senza segnali di distensione. Washington continua a chiedere la rinuncia al programma nucleare iraniano e il ritiro dal controllo dello Stretto di Hormuz, mentre Teheran mantiene una linea rigida su entrambi i fronti.
Tra le opzioni allo studio figura una campagna di due settimane di bombardamenti intensivi per ridurre le capacità missilistiche iraniane. Tuttavia, secondo le stesse fonti, i consiglieri militari avrebbero segnalato rischi legati alla riduzione delle scorte di munizioni.
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(con fonte AdnKronos)
