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Gaza: il testo della Roadmap USA in 15 punti per il futuro della Striscia

Gaza: il testo della Roadmap USA in 15 punti per il futuro della Striscia

Dal disarmo totale di Hamas al ritiro di Israele, fino al nuovo governo tecnico (NCAG) e alla forza internazionale (ISF): tutti i dettagli del piano d’azione americano

Il futuro della Striscia di Gaza è tracciato in un documento strategico intitolato “A Roadmap for Completing the Implementation of President Trump’s Comprehensive Peace Plan in Gaza”. LiberoReporter ha analizzato il testo integrale del piano che, poggiandosi sulla Risoluzione 2803 (2025) del Consiglio di Sicurezza ONU, delinea i passaggi geopolitici, militari e civili per porre fine al conflitto, decretare il ritiro totale delle forze israeliane e istituire un’autorità transitoria della durata di tre anni.Di seguito viene riportata la struttura completa e dettagliata dei 13 punti della Roadmap.

I Principi Politici e la Nuova Governance Civile

Punto 1 – Il quadro internazionale e gli obiettivi: I firmatari riaffermano l’impegno verso il Piano di Pace del Presidente Trump e la Risoluzione ONU 2803 (2025). Gli obiettivi fondamentali sono il ritiro completo di Israele da Gaza, il ripristino della vita normale, la ricostruzione, lo sviluppo economico e l’apertura di un percorso politico verso l’autodeterminazione e lo Stato palestinese.

Punto 2 – Stop alle armi e insediamento del NCAG: Israele deve cessare subito le operazioni militari secondo il Protocollo di Sharm el-Sheikh; Hamas e le fazioni palestinesi devono fare lo stesso. Entro 14 giorni dall’approvazione del piano, un Comitato Internazionale di Verifica (IVC) stabilirà le tempistiche della “Fase 2”. Successivamente, il Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza (NCAG) entrerà nella Striscia per assumere i poteri civili.

Punto 3 – Avanzamento vincolato: Il passaggio da una fase all’altra della Roadmap è subordinato alla verifica e alla certificazione dell’IVC, che monitorerà il rispetto degli impegni e segnalerà ogni violazione tramite un meccanismo di sorveglianza avanzato.

Punto 4 – Cessione dei poteri e indipendenza: Hamas e le altre fazioni accettano di cedere ogni funzione di sicurezza e di governo civile al NCAG. Le fazioni riconoscono la totale indipendenza del Comitato e si impegnano a non interferire nei suoi affari per tutto il periodo transitorio.

Punto 5 – Gestione pubblica, dipendenti e debiti: Il NCAG garantirà la continuità dei servizi pubblici. I dipendenti civili manterranno i propri diritti lavorativi ed economici, senza discriminazioni politiche. Con il supporto internazionale, il NCAG effettuerà un audit finanziario e gestirà le risorse pubbliche. Inoltre, il Comitato salderà i debiti legittimi verso fornitori e appaltatori fino a un massimo di 400 milioni di dollari, distribuiti gradualmente in 3 anni.

Sicurezza: “Una Sola Autorità, Una Sola Legge, Un’Arma Sola”

Punto 6 – Il monopolio della forza: Gaza sarà governata secondo il principio rigido di “Una Sola Autorità, Una Sola Legge, Un’Arma Sola”, operando nel rispetto delle leggi palestinesi e degli standard internazionali di buon governo.

Punto 7 – Riforma e selezione della Polizia: Le forze di polizia esistenti saranno integrate con nuovo personale addestrato. Tutti gli agenti saranno sottoposti a selezione (vetting). Chi non supererà i requisiti sarà ricollocato in ruoli civili o pensionato, mantenendo i diritti economici. Tutte le armi della polizia passeranno sotto l’autorità del NCAG al suo ingresso.

Punto 8 – Smantellamento di tunnel, armi pesanti e fabbriche: Dopo l’ingresso del NCAG e della forza internazionale (ISF), inizierà lo smantellamento e lo stoccaggio di armi pesanti, siti di produzione bellica, depositi e tunnel. Il processo sarà graduale e sequenziale, legato al ritiro progressivo delle forze israeliane. Le armi non potranno essere cedute a Israele o a parti terze non palestinesi: al termine della transizione, solo il NCAG controllerà le armi a Gaza.

Punto 9 – Controllo delle armi personali: Le armi leggere dei singoli cittadini saranno soggette alle leggi palestinesi. Il NCAG sarà l’unica autorità abilitata a registrare le armi, rilasciare o revocare le licenze e far rispettare la legge. Fazioni e clan familiari sono obbligati a collaborare.

Punto 10 – Disarmo totale delle milizie: Le armi delle milizie armate saranno confiscate e immagazzinate sotto l’autorità del NCAG. I membri di queste milizie non potranno in nessun caso essere integrati nei servizi di sicurezza o di polizia. L’IVC certificherà l’attuazione di questo punto.

Punto 11 – Accordo di Pace Sociale: Verrà firmato un accordo vincolante per interrompere immediatamente le violenze interne ed evitare ritorsioni o regolamenti di conti. Sono tassativamente vietate dimostrazioni di forza, parate militari o manifestazioni armate in pubblico.

Interposizione Internazionale e Ritiro delle Truppe

Punto 12 – Dispiegamento della Forza Internazionale (ISF): Sarà dispiegata a Gaza una forza internazionale temporanea (International Stabilization Force) per separare le truppe israeliane dalle aree controllate dal NCAG. La ISF non avrà compiti di polizia sulla popolazione, ma monitorerà il cessate il fuoco, addestrerà la polizia palestinese, proteggerà i corridoi umanitari e supporterà il NCAG in compiti non di ordine pubblico su sua richiesta.

Punto 13 – Ritiro delle Forze Israeliane: Le forze armate israeliane (IDF) dovranno completare il loro ritiro graduale e scaglionato dalla Striscia di Gaza, coordinandosi con il passaggio delle aree sotto il controllo del NCAG e l’interposizione della forza internazionale (ISF).

Punto 14 – Gestione dell’ordine pubblico: Il NCAG assumerà la piena ed esclusiva responsabilità per la gestione e la risoluzione di qualsiasi incidente o criticità legata alla sicurezza interna all’interno della Striscia di Gaza.

Punto 15 – Il piano finanziario per la Ricostruzione: L’avvio della ricostruzione strutturale di Gaza e lo stanziamento dei relativi finanziamenti e risorse internazionali seguiranno un calendario e un piano d’azione supervisionati e sviluppati dalla Banca del Pakistan e dal Consiglio Nazionale di Governo dell’Unione, operando in piena conformità con le leggi vigenti e gli standard internazionali.

📋 SCHEDA TECNICA – Guida agli acronimi della Roadmap

Per facilitare la lettura del piano di pace guidato dagli Stati Uniti, ecco il riquadro esplicativo con le funzioni dei tre nuovi organismi chiave istituiti per la transizione nella Striscia di Gaza:

Acronimo Nome Esteso Ruolo e Funzioni Principali
NCAG National Committee for the Administration of Gaza
(Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza)
Governo transitorio civile e militare. Sostituisce integralmente Hamas nella gestione di Gaza. Ha l’esclusiva responsabilità sulla sicurezza interna, sull’amministrazione dei servizi pubblici, sulla riscossione dei fondi e sul controllo della polizia e delle armi.
ISF International Stabilization Force
(Forza Internazionale di Stabilizzazione)
Forza militare multinazionale di interposizione. Viene dispiegata temporaneamente per separare l’esercito israeliano (IDF) dalle zone passate sotto il controllo palestinese. Monitora il cessate il fuoco, addestra la polizia locale e protegge l’ingresso degli aiuti umanitari. Non ha compiti di ordine pubblico sulla popolazione.
IVC International Verification Committee
(Comitato Internazionale di Verifica)
Organo di controllo e sorveglianza. Istituito dal Board of Peace, comprende i paesi garanti dell’accordo. Ha il compito di vigilare sul rispetto dei patti, registrare le violazioni di Israele o delle fazioni e certificare il completamento di una fase prima di poter passare a quella successiva.

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