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Iran espone la bara di Ali Khamenei e famiglia prima dei funerali di Stato
A Teheran esposti cinque feretri nella moschea dell’Imam Khomeini: cerimonie dal 4 al 9 luglio tra Iran e Iraq, in un clima di tensione e mobilitazione
Iran espone la bara di Ali Khamenei prima dei funerali di Stato, inaugurando a Teheran una fase pubblica e altamente simbolica delle esequie dopo l’uccisione della Guida Suprema nella guerra che coinvolge Stati Uniti e Israele.
All’interno della Grande Moschea dell’Imam Khomeini sono stati collocati i feretri dell’ayatollah e di alcuni suoi familiari, resi visibili al pubblico mentre il Paese si prepara a una serie di cerimonie su scala nazionale. Le immagini diffuse dai media ufficiali mostrano cinque bare avvolte nella bandiera iraniana: quella di Khamenei insieme a quelle del genero Mesbah-ol-Hoda Bagheri, della figlia maggiore Seyyedeh Boshra Hosseini Khamenei, della nuora Zahra Haddad Adel e della nipote di 14 mesi Zahra Mohammadi Golpaygani.
Il calendario delle commemorazioni prevede l’avvio ufficiale sabato 4 luglio, con processioni programmate in diverse città, tra cui Teheran, Qom e Mashhad, oltre a una tappa in Iraq. La conclusione è fissata per il 9 luglio 2026, quando è prevista la sepoltura a Mashhad.
Le autorità stanno puntando su una partecipazione estesa, nel tentativo di rafforzare l’immagine di compattezza interna. Il presidente Masoud Pezeshkian ha invitato la popolazione a prendere parte alle cerimonie “in gran numero”, mentre la narrazione ufficiale presenta gli eventi come una dimostrazione di unità nazionale.
Parallelamente, resta elevato il livello di allerta. Esponenti di vertice delle forze armate hanno messo in guardia Stati Uniti e Israele da eventuali azioni durante i funerali. In questo contesto, uno degli elementi più osservati riguarda la possibile comparsa in pubblico di Mojtaba Khamenei, indicato come nuova Guida Suprema. Da quando è rimasto ferito nell’attacco che ha ucciso il padre, non è più apparso pubblicamente e ha diffuso soltanto comunicazioni scritte, alimentando interrogativi sul suo stato e sulla gestione del potere.
Il giorno precedente si è svolta anche una cerimonia più riservata nei pressi dell’ex residenza della Guida Suprema, nel centro di Teheran. Tra i presenti il generale Ahmad Vahidi, capo delle Guardie Rivoluzionarie, assente dalla scena pubblica dall’8 febbraio. Le immagini diffuse dai media di Stato lo ritraggono accanto alla bara. Vahidi è considerato uno degli esponenti più influenti della linea dura iraniana nei colloqui su una possibile conclusione del conflitto con gli Stati Uniti e farebbe parte del ristretto nucleo in contatto diretto con la nuova leadership, che continua a rimanere lontana dai riflettori.
Sul piano internazionale, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha nuovamente criticato gli alleati europei per il livello delle spese militari nella NATO, alla vigilia del vertice di Ankara del 7 e 8 luglio. In un messaggio pubblicato su Truth Social, ha parlato di un impegno statunitense “unilaterale” privo di “reciprocità”, indicando una spesa di 999 miliardi di dollari per Washington a fronte di contributi inferiori da parte di Paesi come Regno Unito, Francia, Italia e Polonia.
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(con fonte AdnKronos)

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