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Memorandum Iran–Stati Uniti, fonti Usa: testo vago e non vincolante
Washington difende l’intesa con Teheran: documento politico di una pagina e mezza, restano aperti nodi su sanzioni, nucleare e fondi congelati
Fonti dell’amministrazione statunitense descrivono il memorandum d’intesa con l’Iran come un testo volutamente vago, privo di dettagli operativi e costruito come cornice politica in vista dei negoziati e della firma formale dell’accordo in Svizzera.
Secondo le ricostruzioni riportate dalla Cnn, il documento — ancora non pubblicato ufficialmente e lungo circa una pagina e mezza — avrebbe l’obiettivo di creare un quadro flessibile, lasciando però aperti numerosi interrogativi su sanzioni, programma nucleare e gestione dei fondi iraniani congelati.
“Non si dovrebbe leggere troppo nel linguaggio utilizzato nel memorandum”, afferma una fonte citata dall’emittente americana, definendo il testo un “documento politico”. Le stesse fonti spiegano che il team negoziale del presidente avrebbe adottato una formulazione tale da consentire all’Iran di sostenere pubblicamente la propria posizione interna.
Il contenuto del memorandum, secondo le ricostruzioni, non rifletterebbe integralmente gli impegni discussi nei canali riservati. “Ciò che è più importante del documento è l’intesa tra le parti”, affermano le fonti, secondo cui il testo prevede il sollevamento delle sanzioni, un accordo sul nucleare e lo sblocco dei fondi, ma sempre “sulla base dei progressi” nei negoziati.
La scelta negoziale comporta anche ricadute politiche interne per l’amministrazione statunitense. Da un lato, il presidente Donald Trump rivendica la chiusura di un accordo con l’Iran in grado di porre fine a un conflitto e ridurre la pressione sui mercati energetici. Dall’altro, alcuni esponenti politici americani esprimono preoccupazioni per possibili concessioni eccessive a Teheran.
Secondo quanto riferito dalla Cnn, copie del documento stanno circolando tra gli alleati europei riuniti per il G7 in Francia. Il testo non dettaglia, tra l’altro, le modalità di gestione delle riserve di uranio arricchito, limitandosi a un impegno generale dell’Iran a non produrre armi nucleari.
Fonti statunitensi sostengono che eventuali concessioni operative sarebbero state discusse attraverso canali paralleli, inclusa la possibile distruzione delle scorte di uranio con il coinvolgimento dell’Aiea, ma tali elementi non risultano presenti nel testo firmato.
Anche la parte finanziaria appare definita in termini generici. Non vengono specificati gli strumenti di sostegno economico previsti, né le condizioni di accesso a un eventuale fondo di sviluppo da 300 miliardi di dollari, ipotesi esclusa da esponenti dell’amministrazione. Resta inoltre la formulazione secondo cui lo sblocco dei fondi iraniani congelati avverrà “quando ci saranno progressi” nei negoziati.
Il memorandum prevede invece la possibilità per l’Iran di riprendere la vendita di petrolio e prodotti petrolchimici subito dopo la firma, attraverso deroghe al regime sanzionatorio statunitense. Le fonti dell’amministrazione insistono tuttavia sul carattere “basato sulla performance” dell’intesa, subordinando i benefici al rispetto degli impegni su nucleare, uranio e libertà di navigazione nello stretto di Hormuz.
Proprio sullo Stretto emergono ulteriori valutazioni dell’intelligence statunitense, secondo cui la capacità iraniana di influenzare il traffico marittimo rappresenterebbe un fattore strategico rafforzato dal conflitto, con possibili implicazioni sull’economia globale.
Sul fronte politico, da Washington viene riferito che la pubblicazione del testo sarebbe stata temporaneamente rinviata su richiesta iraniana per motivi di politica interna. L’Iran, secondo le stesse fonti, avrebbe già ottenuto una tacita approvazione da parte della leadership, mentre restano in corso consultazioni interne su una eventuale dichiarazione ufficiale.
Nelle ultime ore Bloomberg ha diffuso una bozza del memorandum, descritta come quadro per la cessazione delle ostilità e l’avvio di negoziati più ampi. Teheran ha contestato l’accuratezza del documento, definendolo incompleto e contenente inesattezze, pur confermando che il testo conterrebbe 14 clausole ancora in fase di definizione.
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(con fonte AdnKronos)
