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Trump minaccia raid su Pickaxe, l’Iran: attacco sarà guerra allargata
Trump indica il sito iraniano come obiettivo militare, Teheran minaccia una risposta su larga scala
Il monte Pickaxe è diventato il nuovo punto critico dello scontro tra Stati Uniti e Iran, con il rischio di un’ulteriore escalation nella regione. Washington indica l’area come un obiettivo strategico, mentre Teheran risponde con minacce dirette in caso di attacco.
A rilanciare la tensione è stato Donald Trump, che ha inserito Pickaxe Mountain in cima alla lista dei possibili bersagli. Secondo il presidente americano, il sito verrebbe utilizzato dall’Iran per “ricostituire un sito nucleare”. “Colpiremo Pickaxe Mountain molto presto e molto duramente”, ha dichiarato, spiegando che gli iraniani “stanno cercando di ricostituire un sito nucleare” e che gli Stati Uniti sono pronti a intervenire “con la massima forza”.
Più prudente, ma non meno significativo, il messaggio arrivato dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, che durante un’audizione al Senato ha evitato dettagli operativi ma ha ribadito la capacità militare americana: “Se c’è qualcuno al mondo in grado di raggiungere qualsiasi luogo sulla faccia della Terra, quello è l’esercito degli Stati Uniti”.
La risposta iraniana è arrivata attraverso il Comando Centrale Khatam al-Anbiya, che ha parlato apertamente di un possibile allargamento del conflitto. “Se gli Stati Uniti si spingeranno a colpire le infrastrutture nucleari iraniane, lo considereremo un’estensione della guerra nella regione”, si legge nella dichiarazione diffusa dall’emittente Irib. In tal caso, “tutti gli interessi degli Stati Uniti, così come quelli di alleati e partner, diventeranno bersagli”.
Al centro dello scontro c’è il ruolo strategico del monte Pickaxe, noto anche come Monte Kolang. Secondo valutazioni dell’intelligence israeliana, riportate dal Wall Street Journal, Teheran avrebbe trasferito migliaia di centrifughe per l’arricchimento dell’uranio in tunnel scavati tra i 90 e i 140 metri sotto la roccia, rendendo il sito particolarmente difficile da colpire.
Il trasferimento sarebbe avvenuto dopo la guerra dei 12 giorni del giugno 2025, quando Stati Uniti e Israele avevano preso di mira i principali siti del programma nucleare iraniano. Pickaxe sarebbe stato utilizzato come centro sotterraneo per l’assemblaggio di centrifughe, anche per sostituire impianti danneggiati in precedenti operazioni di sabotaggio.
Negli ultimi mesi, secondo l’Institute for Science and International Security, attorno al sito si è registrata un’intensa attività: movimento continuo di mezzi, rafforzamento dei tunnel e ampliamento delle misure di sicurezza. Attività anche in una rete di tunnel più datata, risalente al 2007.
A confermare la rilevanza del sito è anche l’Agenzia internazionale per l’energia atomica. Già nel 2021, l’Iran aveva comunicato l’intenzione di avviare attività legate al proprio programma nucleare proprio nell’area di Pickaxe, come ricordato dal direttore generale Rafael Grossi.
In questo contesto, il monte Pickaxe si conferma come uno dei punti più sensibili dello scontro tra Washington e Teheran, con il rischio concreto che un eventuale attacco possa innescare una nuova fase del conflitto.
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(con fonte AdnKronos)
