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Meloni prende distanze da video di Vannacci e chiede a opposizione di fare altrettanto per altre vicende
La premier condanna il contenuto del filmato che raffigurava un confronto politico violento con Schlein e Conte. Poi chiede alla sinistra la stessa fermezza su altri episodi
Giorgia Meloni prende le distanze dal video realizzato con l’intelligenza artificiale e diffuso da un partito di opposizione che raffigurava Roberto Vannacci come un gladiatore impegnato in una rappresentazione violenta contro gli avversari politici Elly Schlein e Giuseppe Conte. La premier, chiamata in causa dopo essere stata inserita nel filmato a sua insaputa, ha deciso di intervenire pubblicamente per chiarire la propria posizione.
“Leggo che alcuni esponenti dell’opposizione mi chiedono di prendere le distanze da un video realizzato con l’intelligenza artificiale, diffuso da un altro partito di opposizione, nel quale sono stata inserita a mia insaputa. Lo faccio senza alcuna esitazione”, ha scritto Meloni.
La presidente del Consiglio ha spiegato di non riconoscersi nei contenuti del filmato e nel linguaggio utilizzato. “Quel video non appartiene al mio modo di essere, né al mio modo di intendere il confronto politico”, ha affermato, ribadendo che la politica deve basarsi “sulle idee, sul consenso e sul voto dei cittadini” e non su “intimidazione, odio o rappresentazioni violente dell’avversario”.
Dopo la presa di distanza dal video, Meloni ha però rivolto un appello alla stessa opposizione, chiedendo una condanna uniforme di ogni forma di violenza verbale o politica.
“Mi aspetto la stessa chiarezza da chi oggi mi rivolge questo appello”, ha scritto la premier, citando alcuni episodi che, a suo giudizio, richiederebbero una condanna da parte degli esponenti della sinistra.
Meloni ha richiamato in particolare il caso di un assessore del Partito Democratico accusato di aver evocato l’uso dei fucili contro gli avversari politici e le dichiarazioni di alcuni rappresentanti istituzionali della sinistra su vicende ancora al vaglio della magistratura, sostenendo che possano contribuire ad alimentare un clima di contrapposizione e di delegittimazione delle forze dell’ordine.
“La condanna delle parole d’odio, di ogni incitamento alla violenza e di ogni forma di intimidazione politica non può valere solo quando è utile alla polemica del momento”, ha concluso la presidente del Consiglio, sottolineando che il principio dovrebbe valere “sempre, senza eccezioni e senza doppi standard”.
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(con fonte AdnKronos)
