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Stretto di Hormuz, Trump conferma blocco navale e dice che Teheran vuole accordo
Continua l’altalena di dichiarazioni del presidente Usa: il tycoon asserisce di aver ricevuto una chiamata da Teheran con una richiesta di accordo… Teheran dal canto suo tira dritto e avvisa: vedrete i prezzi del petrolio come saliranno
Dopo il fallimento dei colloqui tra Iran e Stati Uniti e in un contesto di tregua sempre più fragile, la giornata si apre con la conferma da parte di Donald Trump del blocco navale nello Stretto di Hormuz già annunciato nelle ore precedenti.
Lo stop alla navigazione in entrata e in uscita dai porti iraniani è entrato in vigore alle 10 del mattino ora di Washington (le 16 in Italia). Il presidente americano ha inoltre minacciato di affondare le “navi da attacco veloce” iraniane qualora tentassero di forzare il blocco. Poi nel corso della giornata Trump dichiara di aver ricevuto una chiamata da Teheran in cui si chiede un accordo, Iran non conferma. Ormai è un copione trito e ritrito, molto sconfortante.
“Godetevi gli attuali prezzi alla pompa di benzina: con il cosiddetto ‘blocco’ presto rimpiangerete la benzina a 4-5 dollari al gallone”, ha replicato il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, lasciando intendere possibili ripercussioni sui mercati energetici.
Sul fronte diplomatico, secondo il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, Teheran avrebbe collaborato “in buona fede” con Washington nel tentativo di porre fine al conflitto attraverso i negoziati. Tuttavia, quando le parti erano “a un passo” da un accordo a Islamabad, sarebbero emersi “massimalismo, cambiamenti di obiettivi e chiusura” da parte americana, con conseguente fallimento dell’intesa.
Il quadro resta dunque altamente instabile, con lo Stretto di Hormuz al centro delle tensioni geopolitiche e con il rischio di ulteriori effetti sui mercati energetici globali.
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(con foto AdnKronos)
