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Iran chiude Hormuz, raid Usa dopo attacco a nave commerciale
Le forze navali dei Pasdaran bloccano il passaggio marittimo strategico dopo il danneggiamento di un cargo cipriota, scatenando la dura reazione militare di Washington su ordine del presidente Trump
La crisi geopolitica nel Golfo Persico ha subito una drammatica accelerazione nelle prime ore di domenica 12 luglio 2026. La marina delle Guardie rivoluzionarie iraniane ha annunciato il blocco totale del transito marittimo nello Stretto di Hormuz, uno dei corridoi energetici più importanti del pianeta. La decisione di Teheran, diffusa tramite l’agenzia ufficiale Tasnim, viene giustificata dai vertici militari come una misura necessaria per contrastare le interferenze delle potenze straniere e l’utilizzo di rotte commerciali non autorizzate da parte di imbarcazioni internazionali. I pasdaran hanno dichiarato che il blocco rimarrà in vigore a tempo indeterminato, vietando l’accesso a qualsiasi nave civile o militare.
Il blocco navale a Hormuz
La mossa del governo iraniano è giunta a seguito di un grave incidente navale che ha coinvolto la Gfs Galaxy, una nave portacontainer battente bandiera di Cipro in transito nell’area. Secondo la ricostruzione di Teheran, i militari avrebbero esploso soltanto un colpo d’avvertimento contro il cargo. Di parere opposto il Comando centrale degli Stati Uniti, che accusa direttamente le forze della Repubblica Islamica di aver sferrato un vero e proprio attacco militare contro l’imbarcazione commerciale, provocando un devastante incendio nella sala macchine e la dispersione in mare di un membro dell’equipaggio civile.
L’incidente del cargo Gfs Galaxy
La replica della Casa Bianca non si è fatta attendere. Il presidente statunitense Donald Trump ha ordinato l’immediato avvio del terzo ciclo di raid aerei della settimana sul territorio iraniano. Il Centcom ha confermato l’inizio dei bombardamenti strutturati per colpire gli avamposti e le difese dei pasdaran, con l’obiettivo dichiarato di azzerare la capacità offensiva di Teheran contro la flotta mercantile internazionale.
La dura reazione di Trump
Le prime conseguenze dei bombardamenti ordinati da Washington si sono registrate nelle principali località costiere dell’Iran. L’emittente statale Press Tv ha segnalato forti esplosioni e l’attivazione dei sistemi di difesa aerea nelle aree strategiche di Bushehr, sede di una nota centrale nucleare, e di Asaluyeh, un hub industriale fondamentale per il settore petrolchimico del Paese. L’escalation militare rischia ora di paralizzare i flussi globali di greggio e di innescare un conflitto su più vasta scala nella regione.
Esplosioni a Bushehr e Asaluyeh
L’intervento tempestivo delle forze internazionali potrebbe ridisegnare gli equilibri diplomatici nelle prossime ore. Le diplomazie occidentali e i mercati finanziari rimangono in attesa di capire se vi saranno margini per una tregua o se lo scontro frontale porterà a una chiusura prolungata delle rotte commerciali più calde del globo.
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(con fonte AdnKronos)
