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Tribunale Sorveglianza Milano concede affidamento in prova ai servizi sociali per Alberto Stasi
Accolta la richiesta per il condannato del caso Garlasco. Via libera con prescrizioni dopo il parere favorevole della Procura generale
Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali per Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco.
L’ordinanza è stata depositata nella mattinata. Nel corso dell’udienza di ieri la Procura generale aveva espresso parere favorevole, richiamando la buona condotta del detenuto e le relazioni positive provenienti dal carcere di Bollate.
Il provvedimento rappresenta l’ultimo passaggio prima della libertà per Stasi, che ha trascorso oltre dieci anni in carcere. Resta aperta la possibilità che la difesa presenti una richiesta di revisione della sentenza, che sarà valutata dalla Corte d’appello di Brescia.
Dopo il deposito dell’ordinanza, trasmessa alla difesa, alla Procura generale e al carcere di Bollate per gli adempimenti tecnici, Stasi ha lasciato la struttura passando da un’uscita secondaria intorno alle 10.30-11, evitando l’attesa dei giornalisti presenti all’esterno.
Nel motivare il parere favorevole, la Procura generale ha fatto riferimento alla condotta del detenuto, alle relazioni dell’istituto penitenziario e al comportamento tenuto dopo un’intervista televisiva rilasciata a “Le Iene” nel marzo 2025, prima della concessione della semilibertà. Centrale anche la sua partecipazione all’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza.
Nel suo intervento, la sostituta procuratrice generale Valeria Marino ha evidenziato come Stasi abbia accettato la condanna, pur continuando a dichiararsi innocente, stia risarcendo la famiglia della vittima e non abbia più rilasciato interviste alla stampa. La decisione è stata inserita in un percorso definito come fisiologico per detenuti in fase avanzata di esecuzione della pena.
Stasi proseguirà l’attività lavorativa come contabile e amministrativo in una società di gestione finanziaria nel centro di Milano. Il provvedimento prevede una serie di prescrizioni, tra cui orari di rientro e limitazioni negli spostamenti.
L’affidamento in prova ai servizi sociali non equivale alla libertà piena e può essere revocato in caso di violazione delle condizioni stabilite dal Tribunale di Sorveglianza. La decisione non è collegata alla nuova inchiesta che coinvolge Andrea Sempio nell’omicidio di Chiara Poggi.
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(con fonte AdnKronos)
