Rincari dei carburanti in Italia nonostante il rallentamento del petrolio

Benzina e diesel continuano a salire alle pompe, con aumenti sui prezzi dei principali marchi

Nonostante il rallentamento del petrolio, i prezzi dei carburanti alla pompa continuano a crescere in Italia. Dopo il brusco calo del Brent sotto i 90 dollari in seguito alle dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump sulla “guerra quasi finita”, gli aumenti sulle quotazioni dei prodotti raffinati persistono.

Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, gli incrementi si riflettono questa mattina sui prezzi consigliati dei principali marchi e saranno visibili domani sui prezzi medi praticati alla pompa. Eni ha aggiornato i listini con un aumento di due centesimi al litro sulla benzina e di tre centesimi sul gasolio, mentre Ip ha registrato rialzi più consistenti: sei centesimi sulla benzina e dodici sul gasolio.

I dati delle medie dei prezzi praticati, comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy e rilevati su circa 20mila impianti, evidenziano la prosecuzione dei rincari.

Prezzi medi carburanti in Italia (8 marzo 2026):

Carburante Self Service (€ / litro) Servito (€ / litro)
Benzina 1,783 1,919
Diesel 1,970 2,097
Gpl 0,702
Metano 1,477
Gnl 1,232

Sulle autostrade, i prezzi medi si mantengono più alti: benzina self service a 1,869 €/l (servito 2,125 €/l), diesel self service a 2,024 €/l (servito 2,282 €/l), Gpl 0,835 €/l, metano 1,526 €/kg e Gnl 1,310 €/kg.

Questi dati confermano che, nonostante il rallentamento del petrolio, gli aumenti dei carburanti continuano a incidere sul costo alla pompa, con differenze significative tra self service e servito e tra stazioni urbane e autostradali.

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(con fonte AdnKronos)