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Accordo Usa-Iran verso incontro Doha: tregua armata nello Stretto di Hormuz
Washington e Teheran fermano i raid militari in vista dei colloqui in Qatar. Nel frattempo, l’esercito israeliano smantella un tunnel strategico di Hezbollah nel Libano meridionale
Una svolta diplomatica ferma l’escalation militare in Medio Oriente. Stati Uniti e Iran hanno siglato un’intesa per interrompere i reciproci attacchi che, nelle ultime ore, avevano seriamente compromesso il mantenimento del cessate il fuoco. I rappresentanti governativi delle due nazioni terranno un incontro ufficiale martedì 30 giugno a Doha, in Qatar, con l’obiettivo di stabilizzare la situazione legata al transito marittimo nello Stretto di Hormuz. L’indiscrezione, rilanciata dal giornalista Barak Ravid sulla testata Axios, trova conferma nelle parole di un funzionario della presidenza di Donald Trump, il quale ha sancito il blocco immediato di qualunque operazione bellica sul campo.
Un ulteriore esponente della Casa Bianca ha specificato che il disimpegno delle forze armate permetterà la libera navigazione commerciale, mentre i tavoli tecnici andranno avanti nei giorni a venire. Inizialmente, la sessione negoziale programmata per martedì si sarebbe dovuta svolgere in Svizzera per affrontare il dossier sul programma nucleare di Teheran. Tuttavia, i violenti scontri degli ultimi giorni hanno spinto i negoziatori a optare per il Qatar, focalizzando l’agenda esclusivamente sulla sicurezza dei corridoi marittimi. Ai colloqui prenderà parte anche Nick Stewart, responsabile del gruppo tecnico americano. L’andamento positivo dei canali di comunicazione è stato confermato pure dalla Cnn, che segnala come l’attuazione del memorandum d’intesa proceda regolarmente. I canali di contatto attivati dopo il vertice di Lucerna sono rimasti operativi nonostante i tre giorni di aperto conflitto, segnati da lanci di missili e droni iraniani e dalle successive contromisure aeree statunitensi. Nelle ultime 48 ore la tenuta della tregua ha subito forti sollecitazioni, aggravate dalle dichiarazioni di Trump, pronto a ordinare nuove offensive in caso di provocazioni, e dai vertici di Teheran, che avevano minacciato la rottura di ogni legame diplomatico davanti a nuove violazioni.
Sul fronte libanese, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno comunicato che le forze armate israeliane hanno completato la demolizione di una serie di installazioni sotterranee appartenenti a Hezbollah nella regione meridionale di Majdal. Gli ingegneri militari hanno neutralizzato un tunnel lungo più di 200 metri e scavato a una profondità superiore ai 25 metri.
All’interno del sito, secondo le stime difensive, erano stipate centinaia di armi e diverse piattaforme di lancio predisposte per colpire il territorio israeliano.
La nota ufficiale del governo precisa che i piani di smantellamento del tunnel erano stati preventivamente condivisi con i vertici degli Stati Uniti e con il loro delegato diplomatico in Libano. Netanyahu e Katz hanno infine ribadito che i soldati israeliani non abbandoneranno la fascia di sicurezza nel sud del Libano, continuando l’opera di bonifica delle postazioni logistiche avversarie per tutelare l’incolumità delle aree residenziali settentrionali e dei propri cittadini.
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(con fonte AdnKronos)
