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Caso Nessy Guerra: prelevata al Cairo con la figlia su ordine del giudice
La 26enne ligure è bloccata in Egitto da una condanna per adulterio legata alla contesa con l’ex marito Tamer Hamouda. Questa mattina il trasferimento in commissariato per l’incontro forzato con la bambina di 3 anni
Nuovo sviluppo nella drammatica vicenda giudiziaria transnazionale che coinvolge Nessy Guerra. Questa mattina la 26enne italiana, originaria di Sanremo, è stata prelevata dalle autorità egiziane nel rifugio in cui si nascondeva al Cairo e trasferita in una stazione di polizia. Insieme a lei è stata condotta la figlia Aisha, di 3 anni. Secondo una nota ufficiale della Farnesina, il provvedimento è legato a un ordine del giudice egiziano per consentire un incontro tra la bambina e il padre, l’ex marito della donna Tamer Hamouda.
La presenza di Nessy Guerra in Egitto e la durissima contesa legale per l’affidamento della minore affondano le radici in un contesto di gravi violenze domestiche e ritorsioni giudiziarie. La donna si trova bloccata nel Paese nordafricano da circa tre anni a causa di una denuncia per adulterio presentata dall’ex coniuge, un reato che in Italia non esiste più ma che la legge egiziana punisce severamente. Di recente, la Corte d’Appello locale ha confermato per lei una condanna a sei mesi di carcere. Questa sentenza impedisce di fatto alla connazionale di rientrare in Italia e l’ha costretta a vivere nascosta in località segrete per timore della propria incolumità. L’ex marito è d’altronde una figura già nota alla giustizia: è stato condannato in via definitiva in Italia per stalking, maltrattamenti e lesioni personali legati anche a precedenti relazioni. Solo poche settimane fa, l’uomo era stato arrestato a Hurghada e poi rilasciato su cauzione per aver rivolto gravi minacce e tentato un’aggressione ai danni del console onorario italiano all’interno della sede diplomatica.
All’interno del commissariato della capitale egiziana, Nessy Guerra è stata raggiunta dall’ambasciatore d’Italia Agostino Palese e dalla Console Giulia De Nardis, che seguono e assistono la donna da mesi. In queste ore il Governo italiano sta esercitando forti pressioni politiche al massimo livello sulle autorità dell’Egitto. L’obiettivo urgente di Roma è attivare tutti i canali diplomatici possibili per garantire la totale sicurezza della madre e della bambina, scongiurando il rischio di nuove violenze, minacce o ritorsioni da parte dell’ex coniuge.
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(con fonte AdnKronos)

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