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Nuova legge elettorale, scontro sul voto segreto: Meloni chiede voto palese
La riforma approda in Aula tra la richiesta delle opposizioni di votare tutto a scrutinio segreto e la linea della maggioranza, che punta al voto palese sull’emendamento sulle preferenze
La nuova legge elettorale arriva oggi nell’Aula della Camera al centro di uno scontro parlamentare tra maggioranza e opposizioni. Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno chiesto al presidente della Camera Lorenzo Fontana che l’intero iter di approvazione del provvedimento, compresi emendamenti, articoli e voto finale, si svolga con scrutinio segreto.
La richiesta è stata formalizzata dai presidenti dei gruppi parlamentari Chiara Braga, Riccardo Ricciardi e Luana Zanella, che nella lettera inviata a Fontana hanno richiamato gli articoli 51, comma 3, e 49, comma 1, del Regolamento della Camera. La richiesta riguarda la proposta di legge n. 2822 e i testi abbinati sulle disposizioni per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
Prima ancora dell’esame del provvedimento, le opposizioni hanno sollevato una protesta sui tempi concessi agli interventi parlamentari. Il Partito Democratico ha parlato di “disagio profondo” per il contingentamento dei tempi, una posizione alla quale si sono unite anche Avs, M5S, Italia Viva, Azione e +Europa.
Il confronto politico si concentra soprattutto sull’emendamento sulle preferenze, proposto da Fratelli d’Italia e condiviso dalla maggioranza. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiesto che il voto sull’emendamento avvenga a scrutinio palese.
“Oggi pomeriggio si voterà l’emendamento, proposto da Fratelli d’Italia e condiviso dai partiti della maggioranza, per introdurre le preferenze nella legge elettorale”, ha scritto Meloni, sostenendo che il voto palese permetterebbe di verificare se chi ha chiesto per anni la possibilità per gli elettori di scegliere i parlamentari lo faccia per convinzione.
La premier ha poi sfidato le opposizioni a non ricorrere al voto segreto, chiedendo ai parlamentari di assumersi pubblicamente la responsabilità della propria scelta.
Forza Italia ha annunciato il proprio sostegno all’emendamento sulle preferenze dopo la riunione dei gruppi parlamentari alla Camera. Il leader Antonio Tajani ha definito la proposta un compromesso accettabile, spiegando che il centrodestra voterà compatto in Aula.
Secondo Tajani, la questione non mette in discussione la stabilità del governo: “Le preferenze sono un dettaglio della legge, non sono la legge”, ha dichiarato, ribadendo che l’obiettivo della maggioranza resta garantire stabilità politica ed economica.
Anche la Lega ha confermato l’orientamento favorevole all’emendamento targato Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc. Dopo una riunione del gruppo alla Camera, la linea indicata è stata quella di sostenere un compromesso ritenuto utile per la maggioranza.
Roberto Vannacci, leader di Futuro nazionale, ha invece criticato la proposta perché, a suo giudizio, manterrebbe il ruolo dei capolista bloccati lasciando ancora spazio alle segreterie di partito. Il gruppo, tuttavia, voterà comunque l’emendamento considerandolo una soluzione intermedia rispetto alla richiesta di introdurre preferenze per tutti i parlamentari.
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(con fonte AdnKronos)

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