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Russia attacca la “Coalizione dei volenterosi”: vertice a Parigi con Macron, Zelensky e i leader europei
Nel giorno del summit nella capitale francese, il Cremlino accusa i Paesi coinvolti di essere “istigatori della guerra”. Al centro del vertice sostegno all’Ucraina, garanzie di sicurezza e ipotesi di una forza multinazionale
La Russia alza il tono contro la “Coalizione dei volenterosi” e, nel giorno del nuovo vertice in programma a Parigi lunedì 13 luglio, accusa i Paesi membri di essere “istigatori della guerra”, governi che – secondo Mosca – non avrebbero alcuna volontà di perseguire la pace. A parlare è il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
Nella capitale francese il presidente Emmanuel Macron co-presiede il summit insieme al primo ministro britannico Keir Starmer e al cancelliere tedesco Friedrich Merz. Presente anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, al centro delle discussioni che ruotano attorno al sostegno militare e strategico a Kiev.
Secondo quanto riferito dall’Eliseo, l’incontro punta a “proseguire e amplificare i progressi e le convergenze” emersi nei precedenti appuntamenti internazionali, in particolare durante il G7 di Evian, con l’obiettivo di rafforzare il sostegno alla difesa dell’Ucraina e aumentare la pressione sullo sforzo bellico russo, anche attraverso il contrasto alla cosiddetta “flotta fantasma”.
Il vertice si inserisce nella scia della Dichiarazione di Parigi del 6 gennaio scorso, che definisce una serie di “robuste garanzie di sicurezza” per Kiev. Tra i punti chiave, un meccanismo di monitoraggio e verifica di un eventuale cessate il fuoco e un impegno strutturato nel lungo periodo a favore delle capacità difensive ucraine.
All’incontro partecipa, per l’Italia, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. I lavori saranno preceduti dalla prima riunione della coalizione anti-missili balistici al Quai d’Orsay, che Macron chiuderà dopo un colloquio con Zelensky. Sul tavolo anche il rafforzamento della cooperazione industriale e la condivisione del know-how tra Paesi e industrie europee.
Avviata nel febbraio 2025 sotto la guida di Francia e Regno Unito, la coalizione si è riunita circa quindici volte. Gli Stati Uniti non ne fanno formalmente parte e hanno escluso l’invio di truppe di terra, ma sono destinati a svolgere un ruolo nella supervisione di un eventuale cessate il fuoco. Diversi Paesi membri condizionano infatti il proprio impegno alla presenza di una “rete di sicurezza” americana.
Il piano prevede un sostegno militare continuativo all’Ucraina, attraverso aiuti finanziari, acquisto di armamenti e supporto alla costruzione di opere difensive. Macron ha ribadito che le forze armate ucraine, forti di circa 800 mila uomini, rappresentano e continueranno a rappresentare la prima linea di deterrenza nei confronti della Russia.
Tra i nodi più delicati figura l’ipotesi di dispiegamento di una forza multinazionale in Ucraina in caso di cessate il fuoco. I piani operativi sono stati elaborati da uno stato maggiore multinazionale con sede al Mont-Valérien, nei pressi di Parigi, e la forza potrebbe essere dichiarata pronta proprio in occasione del vertice.
Resta però alta la tensione su questo punto: Mosca ha avvertito che eventuali truppe europee sul terreno diventerebbero “obiettivi militari legittimi”. Nonostante ciò, Francia e Regno Unito si sono detti pronti a contribuire, così come il premier spagnolo Pedro Sánchez.
Secondo quanto riferito, Macron avrebbe evocato l’invio di due brigate, circa 10 mila uomini, di cui metà francesi. In programma anche future esercitazioni congiunte, mentre il comando della forza dovrebbe passare dalla Francia al Regno Unito nei prossimi dodici mesi.
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(con fonte AdnKronos)
