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Iran, nuove esplosioni a Bandar Abbas. Cina chiede libero transito a Hormuz
Nuove detonazioni sono state segnalate nel sud dell’Iran, vicino alla città portuale di Bandar Abbas e all’isola di Qeshm. Pechino interviene sulla crisi dello Stretto di Hormuz e chiede il ripristino di una navigazione libera
Nuove esplosioni sono state udite nella tarda mattinata di oggi nei pressi di Bandar Abbas e dell’isola di Qeshm, nel sud dell’Iran. Le detonazioni sono state riferite dai media di Stato iraniani e dall’agenzia Mehr, secondo cui i boati sarebbero arrivati da un’area distante dalla città portuale, probabilmente lungo la costa occidentale di Bandar Abbas.
Secondo le prime informazioni diffuse dalle autorità iraniane, non si registrano vittime civili né danni a infrastrutture residenziali o commerciali. L’agenzia Mehr ha inoltre accusato gli Stati Uniti di aver condotto nelle ultime notti attacchi lungo la costa meridionale del Paese, sostenendo che i raid avrebbero provocato la morte di alcuni pescatori e membri delle forze iraniane.
Le nuove esplosioni arrivano in un momento di forte tensione attorno allo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più importanti al mondo per il traffico energetico e commerciale. Dopo le restrizioni annunciate da Teheran sul transito delle navi, la questione è diventata un punto centrale del confronto internazionale.
A intervenire è stata anche la Cina, che ha chiesto il ripristino di condizioni di sicurezza per la navigazione nello Stretto. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, ha dichiarato che Hormuz rappresenta una via d’acqua fondamentale per la navigazione internazionale e che la ripresa di un passaggio libero e sicuro risponde agli interessi di tutti i Paesi.
Pechino ha sottolineato che la gestione della situazione deve avvenire in modo appropriato, in un momento in cui le tensioni tra Iran e Stati Uniti rischiano di avere conseguenze anche sul commercio globale e sui flussi energetici.
Le dichiarazioni cinesi arrivano dopo l’annuncio dell’ambasciatore iraniano a Pechino relativo all’introduzione di nuove tariffe per le navi in transito nello Stretto di Hormuz. Teheran ha precisato che la Cina e altri Paesi considerati amici potranno beneficiare di condizioni particolari.
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(con fonte AdnKronos)
