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Sorelle segregate per due settimane: tre arresti, accuse di sequestro aggravato
Le due minorenni trovate chiuse in una stanza: “Solo televisione, persiane sempre abbassate”. In carcere madre, compagno e nonno
Tre arresti per sequestro di persona aggravato segnano la svolta nell’inchiesta sulla scomparsa delle due sorelle di 16 e 12 anni, allontanatesi da una casa famiglia in Abruzzo e ritrovate nel fine settimana a Formia.
In carcere sono finiti la madre delle minorenni, il compagno della donna e il nonno materno, accusati di aver concorso nella loro sottrazione e segregazione. Il provvedimento è stato disposto dalla Procura di Sulmona al termine di due settimane di indagini.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le ragazze sarebbero state tenute chiuse in una stanza all’interno di un’abitazione popolare, senza possibilità di uscire né di aprire le persiane. “Potevano soltanto guardare la televisione”, ha spiegato il procuratore capo Luciano D’Angelo, descrivendo un isolamento prolungato e controllato.
Il blitz dei carabinieri è scattato nell’appartamento dove le due minorenni erano ospitate da una parente anziana della madre. L’operazione è stata condotta con il supporto dei comandi provinciali e del Ros, dopo una svolta investigativa legata a una videochiamata monitorata.
A colpire gli investigatori è stata anche la reazione delle ragazze al momento del ritrovamento, definita “fredda” e segnata da un evidente stato di chiusura. Un elemento che, insieme alle condizioni di isolamento, rafforza l’impianto accusatorio.
La Procura ha escluso collegamenti con contesti di criminalità organizzata, parlando piuttosto di una dinamica familiare degenerata, definita come “amore genitoriale malato”. Resta ora da chiarire nel dettaglio il ruolo dei singoli indagati e la gestione della struttura da cui le minorenni si erano allontanate.
Le due sorelle si trovano attualmente in una struttura protetta.
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(con fonte AdnKronos)

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