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Monopattini, scatta l’obbligo di assicurazione: caos targhe
Da oggi 16 luglio entra in vigore la nuova norma, ma pochi mezzi risultano in regola. Assoutenti denuncia criticità su targhe e controlli
Da oggi 16 luglio entra in vigore l’obbligo di assicurazione per i monopattini elettrici, ma il debutto della norma si accompagna a una serie di criticità operative che rischiano di limitarne l’efficacia.
A sollevare il problema è Assoutenti, che segnala come una larga parte dei proprietari non sia in condizione di mettersi in regola. Il nodo principale riguarda la targa, elemento indispensabile per stipulare una polizza valida ma ancora poco diffuso sul territorio.
Secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aggiornati al 30 giugno 2026, i contrassegni rilasciati sono stati 133.135 a livello nazionale. Un numero che equivale a poco più di un monopattino su dieci, lasciando quindi la maggioranza dei veicoli priva di targa e, di conseguenza, senza copertura assicurativa.
In questo scenario si profila il rischio concreto che molti mezzi continuino a circolare senza rispettare le nuove disposizioni, anche alla luce della scarsità dei controlli su strada. Le sanzioni previste per chi viola l’obbligo vanno da 100 a 400 euro, ma l’effettiva applicazione resta incerta.
Ulteriori criticità emergono sul fronte tecnico. Per ottenere targa e assicurazione, i monopattini devono essere conformi ai requisiti di legge, tra cui marcatura Ce, limiti di potenza e velocità e presenza degli indicatori di direzione. Tuttavia manca un documento ufficiale, come un libretto, che certifichi tali caratteristiche, con possibili conseguenze in caso di incidente e contenziosi anche in presenza di una polizza regolare.
Particolarmente delicato è il tema dei risarcimenti. In caso di sinistro causato da un monopattino non assicurato, i danni a persone o cose verrebbero coperti dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, finanziato dagli stessi assicurati. Un meccanismo che, secondo Assoutenti, finirebbe per penalizzare i cittadini in regola.
Alla base delle difficoltà, secondo il presidente Gabriele Melluso, vi è una più ampia criticità legata all’applicazione delle norme del Codice della strada. Il mancato rispetto di regole già esistenti, come l’uso del casco o il divieto di trasportare passeggeri, rende difficile immaginare un’adesione diffusa anche alle nuove disposizioni su targa e assicurazione.
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(con fonte AdnKronos)

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