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Legge elettorale “Bigmami bis”: cosa prevede la riforma approvata alla Camera
Approvata alla Camera, la riforma introduce soglia al 42%, liste bloccate e voto per i fuori sede. Ora il testo passa al Senato
La nuova legge elettorale ribattezzata “Bigmami bis” ha superato il primo passaggio parlamentare con l’approvazione alla Camera e si prepara ora all’esame del Senato. Il provvedimento ridisegna in modo significativo il sistema di voto, introducendo meccanismi che incidono sia sulla rappresentanza sia sulla formazione del governo.
Tra le principali novità c’è l’obbligo per le forze politiche di indicare, già nel programma elettorale depositato prima del voto, il nome del candidato alla presidenza del Consiglio. La mancata indicazione comporta l’inammissibilità delle liste, pur restando ferme le prerogative del Presidente della Repubblica previste dalla Costituzione.
Sul fronte della presentazione delle liste, non tutti i partiti saranno tenuti alla raccolta firme: l’esonero è previsto per le formazioni che dispongono di un gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere entro il 31 dicembre 2025. Restano escluse alcune forze politiche attualmente presenti in Parlamento ma prive di tale requisito.
La legge disciplina anche le pluricandidature, imponendo la presentazione delle liste in almeno un terzo delle circoscrizioni alla Camera. Inoltre, per concorrere al premio di maggioranza, i candidati devono essere presenti anche in collegi plurinominali collegati.
Confermata la scelta delle liste bloccate, senza possibilità di esprimere preferenze: ogni lista potrà includere fino a sei candidati per collegio plurinominale.
Elemento centrale della riforma è il premio di maggioranza: vengono assegnati 70 seggi alla Camera e 35 al Senato alla lista o coalizione che raggiunge almeno il 42% dei voti in entrambe le Camere. In caso contrario, la distribuzione dei seggi avverrà con sistema proporzionale. È previsto inoltre un tetto massimo complessivo di seggi assegnabili tramite premio.
Rimangono invariate le soglie di sbarramento: 10% per le coalizioni e 3% per le liste singole.
Novità anche per il voto all’estero, con una riduzione delle circoscrizioni, e per il voto dei fuori sede: viene istituito un elenco specifico presso i comuni di domicilio temporaneo, consentendo agli elettori di votare senza rientrare nel comune di residenza.
L’iter legislativo non è concluso: eventuali modifiche introdotte dal Senato comporterebbero un nuovo passaggio alla Camera per l’approvazione definitiva.
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(con fonte AdnKronos)

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