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Sicurezza, stretta su bande giovanili e stop risarcimenti a chi delinque
Il Consiglio dei ministri approva il ddl sicurezza: misure contro bande giovanili, fermo preventivo esteso ai minori e niente risarcimenti per chi resta ferito mentre commette reati
Via libera del Consiglio dei ministri al nuovo disegno di legge in materia di sicurezza e prevenzione del disagio giovanile, che integra il pacchetto già approvato il 5 febbraio 2026. Il provvedimento introduce una serie di misure che rafforzano i poteri delle forze dell’ordine e intervengono su più fronti, dalla gestione dell’ordine pubblico alla disciplina del risarcimento del danno.
Tra le novità più rilevanti c’è la cosiddetta norma contro le bande giovanili, che prevede il divieto di aggregazione. La misura modifica il codice antimafia introducendo una nuova ipotesi di avviso orale del questore, che potrà imporre a determinati soggetti anche il divieto di riunirsi in gruppo. L’obiettivo è contrastare episodi di violenza, vandalismo e degrado urbano legati alla presenza di gruppi giovanili in contesti come centri urbani e aree della movida.
Un secondo intervento riguarda l’estensione del fermo preventivo anche ai minorenni. La norma consente alle forze di polizia di fermare, in via preventiva, soggetti – anche sotto i 18 anni – quando vi sia un fondato motivo di ritenere che possano mettere a rischio la sicurezza pubblica. La misura si applica in particolare nei luoghi affollati e in situazioni caratterizzate da rischio di disordini, come eventi pubblici o zone della vita notturna. Tra gli elementi valutati rientrano il possesso di oggetti pericolosi, strumenti che impediscono l’identificazione o precedenti segnalazioni.
Il ddl interviene anche sul reato di danneggiamento, introducendo un’aggravante specifica quando l’atto è commesso da cinque o più persone. In questi casi la pena prevista va da un anno e sei mesi fino a cinque anni di reclusione, con multa fino a 15.000 euro. Contestualmente viene ampliata la possibilità di arresto in flagranza e introdotto l’arresto differito anche per questa fattispecie.
Sul piano civile, una delle modifiche più discusse riguarda il risarcimento del danno. Il provvedimento esclude il diritto al risarcimento quando il danno si verifica mentre il soggetto sta commettendo determinati reati gravi, tra cui rapina, furto in abitazione, sequestro di persona o violenza sessuale. La misura si ispira anche a casi di cronaca in cui autori di reati o i loro familiari hanno richiesto risarcimenti dopo essere stati coinvolti in episodi di legittima difesa.
Infine, viene introdotta la procedibilità d’ufficio per il reato di lesioni personali nei confronti di agenti di polizia o ufficiali di pubblica sicurezza, quando le lesioni avvengono durante o a causa dello svolgimento delle loro funzioni. L’obiettivo è rafforzare la tutela degli operatori impegnati nei servizi di ordine pubblico.
Il provvedimento si inserisce in un contesto di crescente attenzione ai temi della sicurezza urbana e della gestione del disagio giovanile, segnando un ulteriore passo verso un ampliamento degli strumenti preventivi e repressivi a disposizione dello Stato.
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(con fonte AdnKronos)
