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Iran, smentisce ispezioni nucleari AIEA come riferito invece da Vance e Trump
Teheran nega qualsiasi accordo sugli ispettori internazionali e rilancia: nessun incontro con Grossi in Svizzera. Nuove tensioni con Washington.
L’Iran ha smentito di aver incontrato in Svizzera il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi, e di aver concordato l’ingresso di ispettori nei siti nucleari danneggiati.
A ribadirlo è stato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, secondo cui non esiste alcun protocollo che preveda ispezioni di questo tipo. Teheran ha inoltre confermato che continuerà a rispettare i propri obblighi nell’ambito del Trattato di non proliferazione nucleare e dell’accordo di salvaguardia con l’AIEA.
La posizione iraniana contraddice le dichiarazioni del vicepresidente statunitense JD Vance, che aveva affermato come, al termine dei colloqui in Svizzera, Teheran avesse accettato di invitare nuovamente gli ispettori dell’ONU.
Vance, parlando dal resort di Bürgenstock, aveva definito l’ipotesi di un ritorno dell’AIEA in Iran una svolta significativa verso la “denuclearizzazione” o la fine del programma militare iraniano.
Poche ore dopo, anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è intervenuto sostenendo che l’Iran avrebbe accettato ispezioni nucleari “complete e a lungo termine”, inserendole nel quadro di un possibile accordo più ampio.
Teheran ha però respinto la ricostruzione, chiarendo che nei colloqui con Washington non sono stati assunti nuovi impegni sul programma nucleare.
Sul piano internazionale, l’AIEA continua a denunciare difficoltà nei controlli sul programma iraniano e mancate spiegazioni complete sulle scorte di uranio altamente arricchito, anche alla luce dei raid contro siti nucleari avvenuti durante il conflitto con Israele.
L’Iran sostiene che il proprio programma abbia finalità esclusivamente civili, mentre Stati Uniti e Israele continuano a sollevare dubbi su possibili sviluppi militari.
Secondo l’agenzia statale IRNA, i colloqui tecnici tra Iran e Stati Uniti si sono conclusi e verranno attivati gruppi di lavoro su quattro dossier: sanzioni, questioni nucleari, sviluppo economico e meccanismi di monitoraggio.
Parallelamente, Teheran ha ribadito la propria posizione sui beni congelati all’estero, affermando che sarà esclusivamente l’Iran a decidere come utilizzarli una volta sbloccati, respingendo qualsiasi ingerenza esterna.
Anche Oman concorda con Teheran su Hormuz
Le tensioni coinvolgono anche lo Stretto di Hormuz, dove Iran e Oman hanno riaffermato la propria sovranità e discusso l’eventuale introduzione di tariffe sul transito marittimo. In una dichiarazione congiunta, i due Paesi hanno confermato la volontà di proseguire il dialogo su gestione della navigazione e costi, nel rispetto del diritto internazionale.
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(con fonte AdnKronos)
