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Pietracatella, la ricina confermata nelle analisi sul caso della morte di madre e figlia
Gli esperti del Centro Antiveleni di Pavia ribadiscono l’identificazione della sostanza. “Compatibile con il decesso”, ma restano le verifiche della magistratura
A quasi sei mesi dalla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia quindicenne Sara Di Vita a Pietracatella, in provincia di Campobasso, gli esperti tornano a confermare l’esito delle analisi tossicologiche che indicano la presenza di ricina come elemento compatibile con il decesso.
“Abbiamo identificato una sostanza – la ricina – che, secondo le nostre analisi, è stata la causa dell’intossicazione e del decesso di queste persone”, ha dichiarato all’Adnkronos Salute Carlo Locatelli, già presidente della Società Italiana di Tossicologia e direttore dell’Unità di Tossicologia del Centro Antiveleni e del Centro nazionale di Informazione tossicologica dell’Irccs Maugeri di Pavia, a margine del congresso nazionale della Sitox a Bologna.
Il tossicologo ha spiegato che il risultato è arrivato dopo una lunga fase di verifiche e controverifiche, necessarie per confermare la presenza di una sostanza rara e complessa da individuare nei campioni biologici.
Secondo Locatelli, la ricina non era tra le prime ipotesi considerate, proprio per la difficoltà di rilevazione. Gli accertamenti sono stati ripetuti per oltre un mese, con ulteriori controlli per escludere margini di errore.
“È l’unica sostanza che abbiamo trovato e che risulta compatibile con il quadro clinico osservato e il successivo decesso”, ha precisato, sottolineando il livello di accuratezza raggiunto dalle analisi.
Sul piano giudiziario, restano ora le valutazioni della magistratura, chiamata a ricostruire in via definitiva la dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità.
Resta aperto anche il tema delle modalità di assunzione della sostanza. Gli esperti invitano alla cautela: non ci sono elementi che consentano di stabilire come la ricina sia stata ingerita né attraverso quale veicolo.
Le attività di ricerca proseguono per approfondire le caratteristiche dell’intossicazione e migliorare le tecniche di identificazione nei casi analoghi.
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(con fonte AdnKronos)
