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Stop al nome di Trump sul Kennedy Center: giudice ordina la rimozione
Decisione di un tribunale federale: il nome del presidente va tolto entro due settimane. Sospeso anche il piano di chiusura dell’istituzione
Un giudice federale interviene sul caso del Kennedy Center e impone uno stop netto: il nome di Donald Trump dovrà essere rimosso dall’istituzione culturale entro due settimane. La decisione segna un passaggio rilevante nello scontro legale sulla gestione del centro.
A pronunciarsi è stato Christopher Cooper, giudice della Corte distrettuale degli Stati Uniti, che ha accolto parzialmente il ricorso presentato dalla deputata democratica Joyce Beatty. Nello stesso provvedimento, il tribunale ha anche sospeso temporaneamente il piano di chiusura della struttura per un periodo di due anni.
Alla base della decisione c’è un principio preciso: il nome del Kennedy Center è stato stabilito dal Congresso e solo il Congresso può modificarlo. Un passaggio che ridimensiona le scelte operate dal board dell’istituzione negli ultimi mesi.
La controversia nasce infatti dalla decisione della dirigenza di rinominare il centro in “Donald J. Trump and John F. Kennedy Memorial Center for the Performing Arts”, una scelta che ha sollevato forti critiche e dato origine a più azioni legali.
Secondo i ricorrenti, le modifiche alla governance e alle linee strategiche dell’ente sarebbero avvenute sotto l’influenza dell’amministrazione Trump, alterando la natura e la missione dell’istituzione culturale.
A complicare ulteriormente il quadro c’è una seconda causa, promossa da associazioni legate alla tutela del patrimonio e all’architettura. In questo caso viene contestata l’assenza delle necessarie procedure di revisione previste dalla normativa federale per interventi su edifici di valore storico.
Secondo queste organizzazioni, eventuali modifiche strutturali o funzionali del Kennedy Center dovrebbero passare attraverso verifiche ambientali, urbanistiche e di conservazione che, al momento, non risultano avviate.
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(con fonte AdnKronos)
