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Scuola tra dad e quarantena, Super green pass al lavoro: cosa cambia

Con la nuova ondata covid che non accenna a placarsi e la variante Omicron che corre, il governo è pronto a varare nuove misure. Sul tavolo il rientro a scuola, dad e quarantena e il Super green pass sul lavoro per tutti.

Scuola e rientro

A una settimana dalla ripresa delle lezioni, autorevoli fonti di governo assicurano all’Adnkronos che l’orientamento dell’esecutivo resta quello di mantenere la data del 10 gennaio per il ritorno degli studenti sui banchi. E, nonostante l’aggravarsi del quadro epidemiologico, la linea non sarebbe cambiata nelle ultime ore. Dalle Regioni però arrivano sollecitazioni differenti. Non è d’accordo con il presidente della Campania De Luca, per il quale il rientro a scuola dovrebbe slittare di 20-30 giorni, il governatore dell’Emilia Romagna Bonaccini. “Il governo deve avanzare una proposta al paese più che attendere una proposta dalle Regioni”, sottolinea. Dalla Toscana, il governatore Eugenio Giani sottolinea la “ragionevolezza nelle parole di chi sostiene la necessità di uno slittamento” della riapertura ma evidenzia che il tema scuola è di respiro nazionale: “Sono sempre stato contrario alla dad e ho sempre cercato la scuola in presenza, però se la situazione epidemiologica è questa è ragionevole che il governo decida uno slittamento di una o due settimane”, afferma. “Il cuore e la ragione si scontrano. L’ultima cosa che vorrei chiudere sono le scuole”, dice il presidente della Sicilia, Nello Musumeci. “La speranza è che si possano abbassare i contagi ed evitare ulteriori misure restrittive – dice ancora il governatore siciliano – non abbiamo nessuna difficoltà a ripartire il 10 gennaio, lo faremo solo se la linea dei contagi si dovesse abbassare”.

Scuola, cosa potrebbe cambiare: le ipotesi

Le Regioni, a quanto si apprende, lavorano a nuove proposte da sottoporre al governo in vista della riapertura delle scuole dopo la pausa natalizia e in considerazione dell’incremento dei casi a livello nazionale. Starebbero ragionando innanzitutto su una possibile distinzione tra le diverse scuole, infanzia, primaria e secondaria, e su differenti soglie relative al numero di casi che farebbero scattare una quarantena per l’intera classe. Numeri che sarebbero contenuti nella scuola dell’infanzia, per crescere fino a un numero minimo di 3-5 casi per le medie e superiori. Starebbe tramontando l’ipotesi iniziale di fare una distinzione tra studenti vaccinati e non vaccinati per la dad in caso di contagi Covid in classe.

Il presidente Massimiliano Fedriga ha convocato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in seduta straordinaria per oggi alle 14. Al centro della riunione approfondire il tema della gestione dei contatti (e in particolare quelli in ambito scolastico) nell’attuale fase dell’emergenza da Covid-19. “Porteremo avanti una proposta sulla scuola ma non possiamo anticiparla – ha affermato il governatore del Veneto, Luca Zaia – E’ una proposta sulla durata delle quarantene e di chi dovrà fare quarantena rispetto alla situazione vaccinale. Anche per la presenza a scuola? Anche per la presenza a scuola, ma non discriminando tra vaccinati e non vaccinati”. Si tratta di una discussione, spiega, che si svilupperà “in un tavolo nazionale”.

L’unica ‘arma’ contro la dad resta la vaccinazione. Ne è convinto il presidente dell’Anp, Antonello Giannelli che sull’ipotesi di dad ‘differenziata’ tra vaccinati e non in caso di più di un positivo in classe precisa come il protocollo sulle quarantene sia “chiaro, e prevede che con due positivi si vada in dad. Ma la decisione non è del dirigente ma della Asl. Oltretutto – sottolinea Giannelli all’Adnkronos – a scuola non può sapere chi è vaccinato o chi no, in assenza di una norma che prescriva l’obbligo vaccinale per studentesse e studenti. O, meglio, non ha proprio il diritto di saperlo”.

Super green pass al lavoro

Intanto sembra sempre più certo l’obbligo del vaccino per i lavoratori. La stretta potrebbe arrivare già dal Consiglio dei ministri di domani. L’obbligo del Super green pass – dunque solo per guariti dal Covid o vaccinati, tenendo fuori chi può certificare l’assenza del virus con il solo esito di un tampone negativo – al momento è già pronto per i dipendenti della Pubblica amministrazione che mancano all’appello: una platea di circa 950mila lavoratori, considerando che per le forze dell’ordine, per la scuola e il mondo della sanità l’obbligo è già realtà. Per coloro che non sono ancora stati raggiunti dall’imposizione viene dato per assodato che la misura verrà varata nel Cdm che si terrà in settimana. Il nodo da sciogliere nelle prossime 48 ore, “arrivando a una soluzione che il premier Mario Draghi vuole il più condivisa possibile, senza arrivare a strappi o divisioni”, viene spiegato da chi lo ha sentito negli ultimi giorni, è se estendere l’obbligo anche al comparto privato: dunque raggiungendo tutti i lavoratori, nessuno escluso.

Fatta fuori al momento la possibilità dell’introduzione dell’obbligo vaccinale tout court, una delle ipotesi sulle quali si ragiona in queste ore – viene spiegato all’Adnkronos dalle stesse fonti – è prevedere per il settore privato una sorta di road map, così da introdurre l’obbligo procedendo per comparti senza mettere in affanno alcune realtà produttive che, complice l’impennata dei contagi, sono già in difficoltà per le assenze e le scarse presenze. Si lavora senza sosta a una sintesi che metta d’accordo tutti. Considerando che – il ragionamento – dei 5,5 milioni di italiani che resistono alla somministrazione del vaccino anti-Covid, 3 milioni sono nella fascia di età compresa tra i 30 e i 59 anni, procedere con un’estensione dell’obbligo per tutti i lavoratori potrebbe far salire significativamente l’asticella dei vaccinati.

(AdnKronos)

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