Pratica Quotidiana
Taglio delle accise sul gasolio, appena 2,44 euro di risparmio a pieno
Lo sconto dura fino al 7 novembre e lascia fuori la benzina. Il Codacons: riduzione tardiva e insufficiente, con i carburanti ancora a prezzi elevati
Sul caro, carissimo carburante, il governo interviene con un altro sconto temporaneo che le associazioni dei consumatori giudicano insufficiente rispetto agli aumenti legati alla guerra contro l’Iran voluta da Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Il taglio delle accise sul gasolio è tornato in vigore il 28 ottobre e resterà valido fino al 7 novembre, ma il beneficio per gli automobilisti si ferma a pochi centesimi al litro: secondo il Codacons, appena 2,44 euro per un pieno. E la benzina, con prezzi ancora abbondantemente sopra i due euro al litro, resta esclusa dalla misura.
Il decreto interministeriale, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 ottobre, ridetermina l’accisa sul gasolio usato come carburante in 632,90 euro per mille litri. Il provvedimento dichiara di voler compensare parte delle maggiori entrate dell’Iva generate dall’aumento del prezzo internazionale del petrolio greggio, espresso in euro. Per coprire le minori entrate fiscali vengono utilizzati 38,7 milioni di euro, ricavati da una quota del maggior gettito Iva registrato tra il primo e il 30 settembre 2026. La riduzione effettiva alla pompa, calcolando anche l’Iva, è pari a 4,88 centesimi al litro.
Per il Codacons si tratta di un intervento tardivo, atteso dal 6 ottobre, quando era scaduto il precedente sconto fiscale, e comunque troppo limitato per incidere sull’emergenza carburanti. L’associazione definisce la riduzione un’elemosina: il risparmio su un pieno di diesel è di appena 2,44 euro, mentre la verde continua a essere venduta a prezzi abbondantemente superiori a due euro al litro. Il provvedimento, dunque, non riguarda tutti gli automobilisti e lascia senza sconti chi rifornisce un veicolo a benzina.
A rendere più evidente il limite della misura è anche il dato sui prezzi. Secondo Assoutenti, il 28 ottobre, primo giorno di applicazione del taglio, il gasolio costava in media 2,261 euro al litro, lo stesso livello registrato il giorno precedente. I dati del Mimit, sottolinea l’associazione, indicano che la riduzione fiscale non si è ancora trasferita sui listini dei distributori. Il presidente Gabriele Melluso chiede al governo di verificare che lo sconto venga applicato correttamente, anche attraverso gli strumenti di controllo di Mister Prezzi e della Commissione di allerta rapida. «Pur trattandosi di una riduzione minima, è importante che in questa fase di emergenza anche il più piccolo vantaggio sia trasferito in modo immediato ai consumatori finali», afferma.
L’Unione Nazionale Consumatori contesta sia l’importo sia la durata del provvedimento. Il presidente Massimiliano Dona parla di un «taglio delle accise ridicolo» e di una «presa in giro»: il beneficio è di circa quattro centesimi al litro, 4,88 con l’Iva al 22%, e resterà in vigore soltanto fino al 7 novembre. Al centro della critica c’è soprattutto il rapporto tra le maggiori entrate fiscali generate dai rincari e le risorse effettivamente destinate a ridurli. Dona ricorda che il 7 ottobre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva annunciato un extragettito Iva da 160 milioni di euro legato al caro carburanti. Il governo ne utilizza ora 38,7 milioni, meno di un quarto. «Una miseria», conclude il presidente dell’associazione.
(con fonte AdnKronos)

You must be logged in to post a comment Login