Scienza e Ricerca
Estate 2026 da record: in Italia è stata la più calda dal 1950
La temperatura media nazionale è arrivata a 24,3°C. Agosto ha segnato il primato assoluto con 25,6°C, superando i record del 2024 e del 2017. Il Cnr: il 2026 potrebbe chiudersi come l’anno più caldo dal 1950
Non che servisse una conferma per accorgersene, ma ora arrivano i dati a mettere nero su bianco quello che milioni di italiani hanno sperimentato sulla propria pelle: l’estate 2026 è stata la più calda in Italia dal 1950. La temperatura media nazionale, misurata a due metri dal suolo, ha raggiunto 24,3°C, secondo le elaborazioni dell’Istituto per la bioeconomia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibe) sui dati registrati dal 1950 a oggi.
Le analisi sono state realizzate utilizzando il dataset Era5 Land dell’Ecmwf, l’European Centre for Medium-Range Weather Forecasts. E il quadro che emerge non riguarda soltanto i mesi estivi: fino ad agosto, tutti i mesi del 2026 hanno fatto registrare temperature più elevate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il dato più netto arriva proprio da agosto. La temperatura media sul territorio nazionale è stata di 25,6°C, con un’anomalia di +5,2°C rispetto alla media di agosto della climatologia 1951-1980, che era di 20,4°C. Il confronto con il periodo climatico più recente, quello 1991-2020, restituisce comunque uno scarto di +3,5°C, rispetto a una media di 22,1°C.
Il risultato porta agosto 2026 al primo posto della serie storica. «La media di 25,6 gradi Celsius registrata ad agosto 2026 supera i precedenti record di 24,6°C del 2024 e di 24°C raggiunti nell’agosto 2017», spiega il ricercatore del Cnr-Ibe Lorenzo Arcidiaco. E non è l’unico primato dell’estate: per la prima volta, secondo le Heat Map elaborate dal Cnr, luglio e agosto sono stati consecutivamente i mesi più caldi in assoluto dall’inizio della serie nel 1950.
Il 2026 aveva del resto già mostrato valori eccezionali in primavera. La temperatura media stagionale a due metri dal suolo aveva raggiunto 12,1°C, lo stesso livello registrato nel 2024, che resta l’anno più caldo in assoluto dal 1950.
L’andamento delle temperature si riflette anche sulla porzione di territorio interessata dalle anomalie. Nel periodo compreso tra gennaio e agosto, circa il 70% del territorio nazionale ha registrato temperature superiori di almeno un grado rispetto ai valori di riferimento. Per circa il 40% della superficie italiana, invece, l’anomalia ha superato i due gradi.
Le aree maggiormente interessate si concentrano soprattutto nelle pianure del Nord-Ovest e lungo le zone appenniniche. «Le superfici esposte ad anomalia termica sono molto significative», osserva Arcidiaco, sottolineando come in larga parte si tratti di terreni coltivati. Quando alle temperature elevate si aggiunge, in alcune zone, anche la siccità, le conseguenze ricadono in modo particolare sul settore primario.
A completare il quadro ci sono i dati relativi ad alcune delle principali città italiane. Le elaborazioni basate sui dataset Gsod (Global Summary of the Day) e Ogimet, quest’ultimo alimentato prevalentemente da dati Noaa, mostrano che Roma, Firenze e Torino hanno affrontato più volte ondate di calore nei mesi di giugno, luglio e agosto.
Per il Cnr, vengono considerate ondate di calore le sequenze nelle quali le temperature massime superano il 90° percentile per almeno sei giorni consecutivi. Un fenomeno che nel 2026 ha interessato ripetutamente tutte e tre le città.
Con agosto alle spalle, resta ora da capire se il primato dell’estate anticiperà anche quello dell’intero anno. I dati disponibili, secondo Arcidiaco, fanno ritenere possibile che il 2026 si concluda come l’anno più caldo dal 1950.
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(con fonte AdnKronos)
