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Mondiali di sollevamento pesi 2030 in Russia, l’Ucraina annuncia ricorso
Il ministro dello Sport Matviy Bidny contesta la decisione della Federazione internazionale e si rivolgerà anche al Comitato Olimpico Internazionale. Mosca ospiterebbe così il primo Mondiale di uno sport olimpico assegnato al Paese dall’inizio della guerra
L’Ucraina annuncia ricorso contro l’assegnazione alla Russia dei Campionati mondiali di sollevamento pesi del 2030. Kiev contesta la decisione della Federazione internazionale di sollevamento pesi (IWF), comunicata domenica durante il congresso in corso in Cina, e si prepara a rivolgersi sia alla stessa federazione sia al Comitato Olimpico Internazionale (Cio).
«Finché la Russia continuerà la sua guerra contro l’Ucraina, è inaccettabile ospitare competizioni internazionali sul suo territorio», ha dichiarato Matviy Bidny, ministro ucraino della Gioventù e dello Sport. Con l’assegnazione dei Mondiali, il sollevamento pesi diventerebbe il primo sport olimpico a portare in Russia un campionato del mondo dall’inizio della guerra.
Kiev chiede che la decisione venga riesaminata e che la scelta della sede sia affidata a una nuova procedura. «Chiediamo che questa decisione venga riconsiderata e che si tenga un nuovo processo di selezione trasparente per scegliere il Paese che ospiterà il campionato», ha affermato Bidny.
Il ministro intende inoltre sollevare la questione negli incontri con i partner internazionali, in particolare durante i prossimi appuntamenti ufficiali con i ministri dello Sport del Consiglio d’Europa e dell’Unione europea. Da qui anche l’appello alla comunità sportiva internazionale affinché si pronunci pubblicamente contro lo svolgimento della competizione in Russia.
Kiev: «Una decisione particolarmente cinica»
Nella contestazione ucraina, la scelta di Mosca arriva in una fase in cui gli attacchi russi contro le città e le infrastrutture energetiche dell’Ucraina continuano a provocare vittime e a mettere sotto pressione la sicurezza europea.
«Questa decisione è particolarmente cinica ora, con l’avvicinarsi dell’inverno e l’intensificarsi degli attacchi russi contro le città ucraine e il settore energetico, che causano morti e minacciano l’Europa», ha dichiarato Bidny.
Il ministro ha inoltre criticato la prospettiva di riunire gli atleti a Mosca, città dalla quale, secondo le sue parole, vengono impartiti gli ordini per i crimini di cui accusa il Cremlino. A suo giudizio, ospitare il Mondiale offrirebbe alla Russia un’occasione per utilizzare lo sport a fini propagandistici e per favorire la riabilitazione politica del presidente Vladimir Putin.
«Questa decisione invia un segnale pericoloso, ovvero che un Paese può continuare una guerra e allo stesso tempo tornare a partecipare alle competizioni sportive internazionali. Incoraggia l’impunità e dimostra disprezzo per i principi che lo sport globale dovrebbe difendere», ha aggiunto il ministro.
Gli atleti russi e bielorussi già ammessi alle gare
La decisione sui Mondiali del 2030 si inserisce in un quadro di progressivo ritorno degli atleti russi e bielorussi alle competizioni internazionali di sollevamento pesi. Nel mese di giugno, sportivi provenienti dai due Paesi avevano già potuto partecipare ai campionati internazionali.
(con fonte AdnKronos)

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