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Brasile, il partito di Bolsonaro riconosce la vittoria di Lula
Flavio Bolsonaro rinuncia a chiedere l’annullamento del voto, ma annuncia un ricorso per invalidare la candidatura del presidente rieletto. Il senatore afferma inoltre di avere il divieto di lasciare il Paese
Il Partito Liberale brasiliano riconosce la rielezione di Luiz Inácio Lula da Silva, ma Flavio Bolsonaro non ammette formalmente la sconfitta e annuncia una battaglia giudiziaria contro il presidente. Il senatore, figlio dell’ex leader Jair Bolsonaro, ha abbandonato l’ipotesi di chiedere l’annullamento delle elezioni e punta ora a contestare la candidatura di Lula, sostenendo che vi sia stato un abuso di potere economico e politico. Nel frattempo, afferma di aver ricevuto dalla magistratura il divieto di lasciare il Brasile e promette di organizzare l’opposizione al nuovo governo.
La posizione del partito è stata espressa in un comunicato: «Riconosciamo il risultato delle elezioni presidenziali proclamato dal Tribunale Superiore elettorale». La formazione politica ha tuttavia chiesto chiarimenti sull’impatto degli aiuti sociali approvati da Lula durante la campagna elettorale.
Flavio Bolsonaro annuncia ricorsi e denuncia un divieto di espatrio
Dopo aver annunciato domenica l’intenzione di chiedere l’annullamento del voto, Flavio Bolsonaro ha cambiato strategia. Il senatore intende rivolgersi alla magistratura per ottenere l’invalidazione della candidatura di Lula, contestando presunti abusi di potere di natura economica e politica.
Bolsonaro ha inoltre dichiarato che un giudice della Corte Suprema gli avrebbe impedito di lasciare il Brasile dopo la sconfitta elettorale. «Ho ricevuto l’ordine di consegnare i miei passaporti e mi è stato inoltre vietato di lasciare il Paese», ha affermato, definendo il provvedimento «un chiaro tentativo di intimidirmi».
Il senatore ha anche annunciato quale sarà il suo ruolo nella nuova fase politica: «Per resistere al caos, organizzerò l’opposizione». L’obiettivo dichiarato è guidare il fronte contrario al governo di Lula.
Trump contesta la proroga dei seggi
La polemica sul voto brasiliano coinvolge anche Donald Trump. Il ballottaggio che ha sancito la vittoria di Lula è stato accompagnato da una proroga di due ore dell’orario di chiusura dei seggi, concessa dalla Corte Suprema. Una decisione che Bolsonaro ha giudicato «inaccettabile» e che anche il presidente statunitense ha criticato pubblicamente.
«Quello che ho visto mi è sembrato terribile. Francamente, sembra un’altra elezione truccata», ha dichiarato Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha precisato di non aver sostenuto nessuno dei due candidati, ma ha insistito sulla propria valutazione negativa delle operazioni elettorali.
«Non ho preso posizione» a favore di nessuno dei due candidati, ha detto, aggiungendo che la vicenda gli ha lasciato «una brutta impressione». Trump ha poi rivendicato la propria estraneità alla gestione politica del Brasile: «Non sono io a governare il Brasile. Governo gli Stati Uniti».
Infine, ha affermato di avere buoni rapporti con il presidente rieletto, pur ribadendo le proprie perplessità sulla decisione relativa agli orari del voto: «Lula mi piace, vado molto d’accordo con lui, ma la proroga concessa è stata davvero strana».
(con fonte AdnKronos)

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