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Putin sente Finlandia e Norvegia, l’Italia: «L’Europa non sa chi la rappresenta»
Dopo il colloquio di 90 minuti con Alexander Stubb e Jonas Gahr Store, Palazzo Chigi denuncia l’assenza di un mandato europeo condiviso: «Il negoziato non aspetta»
La telefonata di Vladimir Putin con i leader di Finlandia e Norvegia, Alexander Stubb e Jonas Gahr Store, riporta al centro il problema di chi debba rappresentare l’Europa nei negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina. Dopo il colloquio durato 90 minuti, i due esponenti nordici hanno chiarito di aver parlato esclusivamente a nome dei rispettivi Paesi. Una precisazione che ha alimentato il dibattito sulla mancanza di una posizione comune europea e sulla necessità di evitare iniziative nazionali non coordinate.
Fonti di Palazzo Chigi hanno sottolineato la stima della presidente del Consiglio Giorgia Meloni per Stubb e Store, riconoscendo il ruolo dei due Paesi, entrambi confinanti con la Russia e da sempre sostenitori dell’Ucraina. Ma, secondo il governo italiano, proprio la telefonata mette in luce un problema politico ancora irrisolto: l’Unione europea non ha individuato una figura, o un gruppo di figure, con un mandato condiviso per rappresentare gli interessi del continente nel processo di pace.
«In Europa non si è ancora trovato un accordo su chi debba rappresentare gli interessi del continente europeo nel processo di pace», hanno osservato le fonti di Palazzo Chigi. Il vuoto di rappresentanza, secondo Roma, spinge i singoli Stati a muoversi autonomamente. Stubb e Store hanno infatti precisato di aver parlato a nome delle rispettive Nazioni, «e non dell’Europa». Una scelta obbligata, sostengono le fonti italiane, perché al momento nessuno dispone di un mandato per parlare a nome dell’intera Unione.
Da qui la richiesta dell’Italia di individuare rapidamente, attraverso un accordo tra i Paesi membri, una o più personalità autorizzate a rappresentare l’Ue. «Il negoziato non aspetta: l’Europa non può permettersi di perdere ulteriore terreno, deve decidere chi la rappresenta e deve farlo rapidamente», è la posizione espressa da Palazzo Chigi. Il rischio, secondo il governo, è che il continente perda progressivamente peso nei colloqui se continuerà a muoversi con iniziative separate e attraverso formati negoziali che cambiano di settimana in settimana. L’esecutivo italiano, riferiscono le fonti, è pronto a contribuire affinché la decisione venga presa in tempi brevi.
Il colloquio con Putin e le divergenze sulla guerra
La conversazione tra il presidente russo e i due leader nordici è stata organizzata su iniziativa di Stubb e Store per discutere gli sviluppi delle trattative tra Volodymyr Zelensky e gli inviati americani a Oslo. Il presidente finlandese ha definito il confronto «franco e sostanziale», sottolineando che l’esito della guerra avrà conseguenze dirette sulla sicurezza dei Paesi coinvolti e, più in generale, su quella europea.
«Mettere fine alla guerra richiede discussioni dirette», ha aggiunto Stubb nella nota congiunta. Il primo ministro norvegese ha però escluso che il colloquio abbia ridotto le distanze tra le parti. Parlando ai media norvegesi a Helsinki, dove si trova per una riunione dei leader dei Paesi nordici, Store ha dichiarato che con Putin restano «grandi divergenze di vedute» sul conflitto.
Anche il Cremlino ha diffuso una ricostruzione della telefonata, riferita dall’agenzia di stampa Tass. Putin ha sostenuto che una pace «giusta e duratura» sia possibile soltanto tenendo «conto pienamente e incondizionatamente dei legittimi interessi della Federazione russa». Il presidente russo ha inoltre accusato i Paesi dell’Unione europea e della Nato di portare avanti «politiche di confronto» che, a suo giudizio, contribuiscono a prolungare la guerra.
Secondo la nota russa, la conversazione, avvenuta su richiesta dei leader di Finlandia e Norvegia, ha riguardato le prospettive di una soluzione della crisi ucraina. Tra gli elementi discussi figurano l’incontro tra Putin e l’inviato statunitense Steve Witkoff, avvenuto il 21 ottobre a San Pietroburgo, e i successivi contatti di Stubb e Store con lo stesso Witkoff e con il presidente ucraino Zelensky.
I negoziati ad Abu Dhabi e la richiesta di Kiev
Nella ricostruzione del Cremlino, i tre leader hanno accolto con favore l’accordo per riprendere i negoziati trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti ad Abu Dhabi, nella prima metà di novembre. La telefonata ha affrontato anche le questioni legate alla sicurezza nel Mar Baltico e nell’Europa settentrionale. Su questo punto, Stubb e Store hanno ribadito l’importanza del rispetto del diritto marittimo internazionale e del principio della libertà di navigazione.
Dopo il colloquio con Putin, i due leader hanno parlato anche con Zelensky, proseguendo il confronto avviato a Oslo con rappresentanti degli Stati Uniti, dell’Europa e della Nato. Il presidente ucraino ha ringraziato i suoi interlocutori per l’informativa ricevuta e per il sostegno alla diplomazia di Kiev.
In un messaggio pubblicato su X, Zelensky ha riferito che Stubb e Store hanno chiarito al presidente russo la necessità di compiere passi concreti per ridurre l’escalation, soprattutto per quanto riguarda gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine.
I tre hanno inoltre discusso i preparativi per l’incontro trilaterale previsto a novembre a livello di delegazioni negoziali russa, ucraina e statunitense. Il presidente ucraino ha sottolineato il particolare interesse di Finlandia e Norvegia, Paesi confinanti con la Russia, per accordi di sicurezza solidi e affidabili. Nel confronto sono stati esaminati anche possibili formati di collaborazione con i partner europei, con l’obiettivo di sostenere la diplomazia, la difesa ucraina e la sicurezza condivisa.
«Deve esserci pace, è necessaria la de-escalation e la Russia deve smettere di prolungare la guerra», ha scritto Zelensky, concludendo il messaggio con un ringraziamento a tutti coloro che continuano a sostenere l’Ucraina.
(con fonte AdnKronos)
