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Siher scarcerato, Meloni attacca il Gip di Milano: «Decisione vergognosa»
La presidente del Consiglio critica la mancata convalida del fermo del 30enne, amministratore della chat Telegram e della pagina Instagram «Movimento 17 ottobre». Duro anche il commento di Matteo Salvini
La mancata convalida del fermo di Youssef Siher, 30 anni, provoca la dura reazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del vicepremier Matteo Salvini. Il Gip di Milano ha disposto la scarcerazione dell’uomo, indicato come amministratore della chat Telegram e della pagina Instagram «Movimento 17 ottobre».
Meloni ha contestato apertamente la decisione in un video diffuso sui social, definendola «vergognosa». Siher è accusato di gestire la pagina Telegram che, secondo la ricostruzione della premier, incitava all’organizzazione delle manifestazioni sfociate poi nella devastazione di diversi esercizi commerciali a Milano.
«Lo dirò senza mezzi termini: considero vergognosa la decisione del Gip di Milano di non convalidare l’arresto di Youssef Siher», ha dichiarato Meloni.
La presidente del Consiglio ha quindi rivolto le proprie critiche alle conseguenze del provvedimento sul lavoro delle istituzioni impegnate nelle indagini e nella gestione dell’ordine pubblico. «Penso che questa sia una mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell’ordine, degli inquirenti, del ministero degli Interni e in generale di tutti coloro che si adoperano per difendere la gente perbene dal rischio di vedere devastate le proprie città e i propri esercizi commerciali», ha affermato.
Meloni ha concluso contestando le decisioni di una parte della magistratura: «E davvero non so come possa uno Stato normale difendere le persone perbene di fronte alle decisioni di certa magistratura».
Salvini: «Incredibile la liberazione»
Sulla stessa linea il vicepremier Matteo Salvini, che ha definito «incredibile» la scarcerazione e ha richiamato le contestazioni della Procura di Milano.
«Incredibile la liberazione di un soggetto per il quale la stessa Procura di Milano aveva contestato reati gravissimi, tra cui l’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo, evidenziando anche il rischio di fuga e di reiterazione del reato», ha dichiarato il leader della Lega.
Salvini ha collegato la decisione alle violenze e alle devastazioni delle settimane precedenti, definendola «vergognosa, incomprensibile, assurda». Ha poi chiamato direttamente in causa il giudice che ha disposto la mancata convalida del fermo, facendo riferimento anche ai cortei previsti a Milano per venerdì: «Se si verificheranno nuovi episodi di violenza e altri danni, a partire dai cortei di questo venerdì a Milano, pagherà di tasca sua il giudice che ha deciso di rimandare a casa questo galantuomo?».
(con fonte AdnKronos)
