In Evidenza
Hormuz, tre petroliere in fiamme: Teheran accusa le navi
Secondo i Pasdaran, le imbarcazioni avrebbero urtato mine iraniane dopo aver ignorato gli avvertimenti sulla rotta meridionale dello Stretto
Tre petroliere sarebbero in fiamme nello Stretto di Hormuz dopo aver urtato mine iraniane. La notizia, riferita da Al Jazeera, è stata attribuita ai Pasdaran, i Guardiani della rivoluzione iraniani, secondo i quali le imbarcazioni stavano navigando lungo una rotta meridionale non autorizzata. La versione di Teheran sostiene che le navi avessero ignorato gli avvertimenti della Marina dell’Irgc e disattivato i sistemi di bordo.
A riferire la ricostruzione è stata l’agenzia iraniana Tasnim News. «Le petroliere hanno spento tutti i loro sistemi radar e di navigazione e stavano cercando di abbandonare la rotta meridionale non autorizzata dello Stretto di Hormuz, ignorando gli avvertimenti della Marina dell’Irgc», ha dichiarato l’agenzia. Le informazioni sulle cause dell’incidente e sulle condizioni delle imbarcazioni restano, nel materiale disponibile, legate alla versione fornita dalle autorità iraniane.
Intanto, sul fronte diplomatico e militare, funzionari statunitensi avrebbero invitato diversi Paesi del Medio Oriente e alleati regionali a prepararsi a una possibile ripresa delle operazioni militari contro l’Iran. L’eventualità, secondo quanto riferito da due diplomatici informati sulla questione al Times of Israel, riguarderebbe il periodo successivo alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, previste per il 3 novembre. Gli stessi avvertimenti comprenderebbero anche il rischio di azioni di rappresaglia iraniane contro i Paesi coinvolti.
Un’indicazione analoga era arrivata martedì dal Wall Street Journal, secondo cui Washington aveva informato diversi Paesi arabi del Golfo, non identificati, della necessità di prepararsi a una possibile offensiva militare contro l’Iran, descritta come breve ma intensa, dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre.
(con fonte AdnKronos)
