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11 settembre, 25 anni dopo l’Italia ricorda le vittime. Mattarella: «Pagina abietta»
Il presidente della Repubblica ricorda gli attentati del 2001 e il tributo pagato anche dalla comunità italo-americana. Meloni: «Non dimentichiamo»
Sono trascorsi 25 anni dall’11 settembre 2001, la giornata che cambiò il corso della storia contemporanea e lasciò dietro di sé quasi tremila vittime. A un quarto di secolo dagli attentati negli Stati Uniti, le massime istituzioni italiane hanno rinnovato il ricordo di quella tragedia, tornando a sottolineare il valore della memoria e la necessità di contrastare il terrorismo.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito gli attentati una «pagina abietta nella storia recente dell’umanità», sottolineando come quella giornata abbia colpito «nel profondo ogni sentimento di umanità». Nel suo messaggio, il capo dello Stato ha rivolto il pensiero alle vittime, ai loro familiari e ai soccorritori che operarono nelle condizioni più difficili per cercare di salvare quante più persone possibile.
Mattarella ha ricordato anche il prezzo pagato dalla comunità italo-americana di New York e degli altri luoghi coinvolti negli attentati. Per il presidente della Repubblica, l’11 settembre rappresentò un punto di svolta nella storia contemporanea e aprì la strada ad altri drammi.
Nel suo messaggio, il capo dello Stato ha collegato la memoria di quella giornata alla necessità di una risposta comune della comunità internazionale contro il terrorismo. Ma ha anche richiamato il valore della convivenza pacifica tra i popoli, in una fase segnata da nuovi conflitti e dal ritorno di logiche di sopraffazione.
«Solo una cooperazione coraggiosa, giusta e lungimirante può garantire pace, sicurezza e prosperità alle future generazioni», ha concluso Mattarella.
Anche Giorgia Meloni ha affidato ai social il proprio ricordo. La presidente del Consiglio ha sottolineato come il terrorismo, quel giorno, non abbia colpito soltanto gli Stati Uniti ma «tutto il mondo libero». Nel suo messaggio ha richiamato la necessità di non considerare democrazia e sicurezza come conquiste definitive.
«Sono pilastri della nostra civiltà, che abbiamo il dovere di preservare insieme», ha scritto la premier, ribadendo inoltre che l’Italia continuerà a stare al fianco dei propri alleati nella lotta al terrorismo e nella difesa dei valori condivisi.
«Il nostro pensiero commosso, oggi come allora, va alle vittime degli attentati dell’11 settembre 2001 e alle loro famiglie. Non dimentichiamo», ha concluso Meloni.
Tra i messaggi istituzionali anche quello di Ignazio La Russa, presidente del Senato, che ha definito l’11 settembre «una ferita indelebile nella memoria del mondo». La Russa ha ricordato le vittime e coloro che persero la vita nel tentativo di salvarne altre: vigili del fuoco, forze dell’ordine, soccorritori e cittadini intervenuti nelle ore più drammatiche.
Per il presidente del Senato, gli attentati mostrarono al mondo la minaccia rappresentata dal terrorismo jihadista e dal fanatismo ideologico. Il ricordo, ha aggiunto, deve continuare a rappresentare un richiamo alla difesa della libertà, della democrazia e della convivenza tra i popoli.
Un altro messaggio è arrivato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che ha parlato delle immagini dell’11 settembre come di un ricordo ancora vivo. «A 25 anni» dagli attentati, ha scritto, resta il dovere di difendere libertà, sicurezza e democrazia e di non abbassare la guardia contro terrorismo e fondamentalismo.
Sul significato storico dell’11 settembre si è soffermato anche il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo. Secondo il ministro, quella giornata segnò l’inizio dell’epoca nella quale il mondo continua ancora oggi a vivere. Nel suo messaggio ha indicato nella libertà, nella democrazia e nel rispetto tra i popoli i principi da custodire come risposta al terrorismo.
Più duro il tono scelto dal vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che ha ricordato dove si trovava quel giorno, nella sede della Lega di via Bellerio. Nel suo messaggio ha rievocato le immagini delle Torri in fiamme, le persone in fuga, i soccorritori e le vittime che si lanciarono dagli edifici per sfuggire alle fiamme.
Salvini ha definito l’attacco espressione del «fanatismo islamista» e ha ricordato le 2.977 vittime degli attentati. Nel suo intervento ha inoltre citato Oriana Fallaci, sostenendo che la giornalista avesse colto già allora la matrice ideologica dell’odio e il pericolo rappresentato dall’Islam politico.
Il vicepremier ha quindi legato il ricordo dell’11 settembre alla necessità, a suo giudizio, di contrastare terrorismo e fanatismo anche nel presente: «Combatterli è un dovere», ha scritto, concludendo il messaggio con un richiamo alla libertà.
Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha infine ricordato le vittime e le loro famiglie, esprimendo vicinanza al popolo americano. «25 anni dopo, le immagini dell’11 settembre sono ancora davanti ai nostri occhi», ha scritto, rinnovando l’impegno contro il terrorismo e in difesa di libertà e democrazia.
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(con fonte AdnKronos)
