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Ex 007 accusato di spionaggio, accessi a file Nato Secret e documenti riservati
Nell’inchiesta del Ros sulla presunta attività di intelligence russa in Italia emergono nuovi dettagli sugli accessi contestati a Gavino Raoul Piras
Nuovi elementi emergono dall’inchiesta del Ros che ha portato agli arresti domiciliari Gavino Raoul Piras, ex appartenente all’intelligence italiana accusato nell’ambito dell’indagine su una presunta attività di spionaggio condotta in Italia a favore della Russia.
Secondo quanto ricostruito nell’ordinanza del gip del Tribunale di Roma Rosamaria De Lellis, Piras avrebbe effettuato accessi non autorizzati a numerosi documenti presenti nei sistemi informatici dell’Arma dei Carabinieri e degli organismi di informazione e sicurezza italiani. Tra i materiali consultati figurerebbero anche file classificati come segreti, riservati, riservatissimi e con livello Nato Secret.
Tra i documenti indicati dagli investigatori compare un file denominato “controspionaggio”, classificato come segreto, contenente linee guida relative ad attività operative. Il gip cita inoltre l’accesso a un documento denominato “Linea N°”, classificato come riservatissimo, riguardante la ricerca del nuovo responsabile della linea N, cioè la struttura degli illegali del servizio di intelligence russo Svr, oltre a un elenco di cittadini italiani ritenuti in collegamento con l’intelligence russa.
Nell’elenco degli accessi contestati figurano anche documenti relativi alla pianificazione di attività informative su persone presenti nelle liste passeggeri di alcune tratte aeree, un file con informazioni su Nikolay Alexeyavich Yumatov classificato Nato Secret e materiali contenenti dati su ufficiali dell’intelligence straniera.
Secondo l’ordinanza, Piras avrebbe inoltre avuto accesso a documenti riguardanti incarichi e ruoli di operatori russi dei servizi segreti, analisi sul metodo operativo degli agenti del Gru e informazioni relative a presunti appartenenti all’intelligence britannica.
Gli investigatori contestano anche l’accesso a documenti con intestazione della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, relativi alle procedure per la gestione delle informazioni classificate e ai requisiti di sicurezza dei sistemi di comunicazione utilizzati per trattare dati riservati.
La difesa dell’ex 007 respinge però una ricostruzione automatica delle accuse e sottolinea la necessità di verificare la reale natura delle informazioni contestate. “Piras è una persona lucida, convinta di poter spiegare la legittimità delle proprie condotte”, ha dichiarato all’Adnkronos l’avvocato Francesco Vaccaro, suo difensore.
Secondo il legale, uno dei punti centrali dell’inchiesta sarà stabilire se i documenti oggetto delle contestazioni contenessero effettivamente informazioni segrete oppure se si trattasse di analisi e valutazioni elaborate a partire da fonti pubbliche. “Bisognerà verificare quale sia l’effettiva natura di ciascuna informazione”, ha spiegato Vaccaro, ricordando che il fascicolo è particolarmente complesso e voluminoso.
L’avvocato ha inoltre evidenziato il passato professionale del suo assistito all’interno delle istituzioni italiane e ha richiamato il principio di presunzione di innocenza. “Si tratta di una persona che ha servito lo Stato italiano per molti anni e che oggi viene indicata come infedele. Prima di trarre conclusioni deve poter spiegare la propria posizione”, ha aggiunto.
L’interrogatorio di garanzia per Piras è fissato per venerdì. Sarà in quella sede che l’ex appartenente ai servizi potrà fornire la propria versione dei fatti davanti al giudice.
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(con fonte AdnKronos)
