Sport
Balogun squalifica sospesa dopo telefonata Trump-Infantino
Scandaloso: la Fifa rivede la sanzione per il rosso nei sedicesimi contro la Bosnia dopo la conversazione del tycoon con il numero “uno” della Fédération Internationale de Football Association
Un “presidente” senza vergogna e un “omuncolo” pronto a obbedire: si potrebbe riassumere così ciò che è andato in “onda” tra Trump e Infantino sulla cancellazione della squalifica per Balogun, dopo il rosso diretto beccato nell’ultimo match dei sedicesimi di finale. Scandaloso. Se le nazioni ancora presenti al Mondiale avessero gli attributi, sarebbe da fare i bagagli e lasciare al despota americano la vittoria: i migliori regimi nel novecento hanno avuto lo stesso rapporto del tycoon con lo sport.
Donald Trump ha contattato Gianni Infantino dopo la partita vinta dagli Stati Uniti contro la Bosnia per 2-0, in una fase già segnata dal caso legato all’espulsione di Folarin Balogun. L’attaccante era stato espulso nei sedicesimi di finale per un intervento giudicato falloso dall’arbitro brasiliano Raphael Claus ai danni di Tarik Muahremovic.
Il provvedimento iniziale prevedeva una giornata di squalifica automatica, come da regolamento per il cartellino rosso diretto. Tuttavia, nelle ore successive, la Fifa ha comunicato una revisione della sanzione.
Il comitato disciplinare ha stabilito che la squalifica venga formalmente mantenuta ma sospesa nell’esecuzione per un periodo di prova di dodici mesi. In questo intervallo, qualsiasi nuova infrazione simile comporterebbe l’attivazione automatica della pena.
La misura è stata ufficializzata attraverso una nota in cui vengono richiamati gli articoli del Codice disciplinare Fifa relativi alla gestione delle sanzioni e alla loro applicazione condizionata.
La decisione consente a Folarin Balogun di restare a disposizione del commissario tecnico Mauricio Pochettino per la partita degli ottavi di finale contro il Belgio, in programma nella notte italiana tra il 6 e il 7 luglio.
Il caso ha avuto ampia risonanza sui media internazionali, che hanno ricostruito la sequenza degli eventi e il ruolo della comunicazione tra i vertici istituzionali coinvolti. In parallelo, sono emerse discussioni sull’utilizzo del supporto video nelle valutazioni disciplinari.
Nelle stesse ore è stato citato anche il ruolo di Scott Goodwin, finanziatore legato alla federazione calcistica statunitense, indicato come figura che avrebbe segnalato il caso all’amministrazione americana.
Successivamente, lo stesso Trump ha commentato pubblicamente la decisione attraverso i social, definendo la revisione della squalifica come un atto dovuto. Non si escludono ulteriori contatti tra le parti nelle ore successive.
Il rapporto tra il presidente degli Stati Uniti e la Fifa risulta consolidato da tempo, anche alla luce di iniziative e riconoscimenti istituzionali che hanno preceduto il Mondiale.
TS
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