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Ucraina, la Russia apre ai negoziati con Kiev e Washington dal 4 novembre
Il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov indica l’inizio di novembre come possibile data per riprendere il dialogo trilaterale. Zelensky conferma la disponibilità ucraina
La Russia si dice pronta a riaprire il tavolo negoziale con Ucraina e Stati Uniti a partire dal 4 novembre, mentre Vladimir Putin torna a scontrarsi verbalmente con i governi europei e respinge le accuse di un coinvolgimento russo nelle proteste e nei disordini registrati in diversi Paesi del continente. L’apertura diplomatica lascia però irrisolte le profonde divergenze sulle condizioni necessarie per arrivare a un accordo di pace.
A indicare la possibile finestra per la ripresa dei colloqui è stato Yuri Ushakov, consigliere del Cremlino. «La Russia è disponibile a riprendere i colloqui trilaterali con Ucraina e Stati Uniti. La prossima scadenza è il 4 novembre, la nostra grande festività. Poi saremo pronti», ha dichiarato a Vesti, in dichiarazioni rilanciate dall’agenzia Tass.
Il riferimento è alla Giornata dell’unità nazionale, celebrata in Russia all’inizio di novembre. Secondo Ushakov, il confronto dovrebbe concentrarsi soprattutto sulla costruzione di un sistema di sicurezza per Russia e Ucraina nel dopoguerra.
Zelensky apre a nuovi colloqui con Mosca e Washington
Anche Volodymyr Zelensky ha manifestato la disponibilità di Kiev a partecipare a una nuova tornata di negoziati trilaterali. Il presidente ucraino ha auspicato che l’incontro possa svolgersi già all’inizio di novembre, in linea con la finestra indicata dal Cremlino.
Le precedenti trattative tra Russia, Ucraina e Stati Uniti si erano interrotte a febbraio. La possibile ripresa del dialogo rappresenta quindi un nuovo tentativo di riaprire il confronto diplomatico, ma restano da chiarire le condizioni sulle quali le parti sarebbero disposte a negoziare.
Putin respinge le accuse sulle proteste in Europa
Parallelamente all’apertura sui colloqui, Putin ha rilanciato le critiche ai governi europei. In un’intervista al giornalista Pavel Zarubin, diffusa dall’emittente russa Vesti, il presidente ha respinto le accuse secondo cui Mosca sarebbe responsabile delle proteste e dei disordini scoppiati in diversi Paesi europei o starebbe contribuendo ad alimentarli.
Il leader russo ha definito queste contestazioni una prova della «debolezza e dell’incapacità di alcuni leader europei di assumersi la responsabilità di quanto sta accadendo nei rispettivi Paesi».
Le dichiarazioni sono state pubblicate oggi sul sito di Vesti, dopo l’intervista nella quale Putin si è espresso sulle tensioni in Europa e sui sospetti di una regia russa dietro alcune delle mobilitazioni.
(con fonte AdnKronos)

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